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Buon compleanno, Bugia!

E fanno cinquanta: il Campionato della Bugia festeggia le nozze d’argento. In realtà correva l’anno 1966, quindi ne sono trascorsi sessanta da quando l’allora sagra della “polenda dolce” subì quella che possiamo chiamare una straordinaria mutazione genetica per dar vita alla prima edizione del Campionato italiano della Bugia.
Da quel momento si sono susseguite, con un paio di piccole pause, 49 edizioni. E quella che avrà luogo sabato 1 e domenica 2 agosto prossimi all’ombra del campanile di S. Ilario nella principale piazza (l’unica) de Le Piastre, il paese dei bugiardi adagiato a 750 metri sul mare agli inizi della Montagna Pistoiese, è appunto l’edizione numero cinquanta, quella che suggellerà le nozze d’oro del paese dei bugiardi con sua maestà la Bugia.

panoramiche del pubblico in piazza della chiesa

Rigorosamente scritta con l’iniziale maiuscola. Nato per volontà e dall’estro di Giancarlo Corsini detto “Gianco”, il suo compianto fondatore nonché vincitore della prima edizione, il Campionato è stato davvero una bella nvenzione che è cresciuta negli anni fino ad assurgere ad una fama ormai mondiale. E pensare che tutto nasce in questopaesino che oggi conta non più di 90 anime, ma che mostra una vitalità ed una inventiva davvero notevoli.
Il Campionato affonda le sue origini nella storia stessa del paese e arriva direttamente dalla cultura dei metati, piccoli locali dove si essiccavano le castagne per trarne l’oro biondo, ovvero la farina capace di trasformarsi in castagnacci, necci, frittelle e ogni altra delizia che già conquistò, nel Settecento, il palato del Granduca di Toscana una volta che capitò in paese. I piastresi si riunivano la sera accanto al ceppo acceso che serviva a creare il calore sufficiente a far appassire le castagne senza cuocerle. Era un modo per stare un po’ al caldo e per socializzare, in tempi in cui la televisione ancora non c’era e la radio era poco usata.
Ecco così dipanarsi le storie che raccontavano Pietrone e gli altri affabulatori da metato ai quali si univa Benvenuto Corsini detto “Il Monti”, raccontastorie da strada nonché uno dei personaggi più caratteristici del paese.
Abilissimo raccontatore, oltre che grande bugiardo. La sua era una vera e propria arte, quella di proporre una “realtà aumentata” in cui episodi storici noti prendevano la piega di storie tanto inverosimili che alla fine sembravano vere. Ecco allora i viaggi nelle lontane isole al largo del Madagascar, l’incontro con le belle isolane e la loro frequentazione fino a far sì che, dopo qualche mese dal suo ritorno a Le Piastre, il Monti raccontasse di aver ricevuto alcune decine di certificati di nascita tutti con il suo cognome, Corsini, appunto. Sì, perché a Le Piastre ci si può chiamare o Corsini o Begliomini.
Non si scappa.

Una foto del 1969


E poi che dire di quella dei segreti dell’eroe dei due mondi, Peppino Garibaldi e della sua compagna Anita.
A parlarne era Pietrone, narratore di cose che non si potevano trovare nei libri di storia, ma così credibili che si possono definire le proto bugie dalle quali tutto ha avuto inizio. Insomma erano gli antenati delle bugie che ogni anno i circa 25 concorrenti che si contendono il titolo di più bugiardo d’Italia, recitano sul palco di piazza della Chiesa.
È la prima, storica e più famosa delle cinque sezioni in cui si articola il Campionato, quella verbale. Ma a lei si accompagnano le due sezioni grafiche, quella riservata ai disegnatori italiani e quella internazionale, alla quale
ormai concorrono ogni anno quasi 300 disegnatori che spediscono le loro vignette da Paesi di tutti e cinque i continenti. C’è poi la sezione letteraria, 1.800 battute che servono per essere giudicati dal più volte Premio Strega Sandro Veronesi e proclamati scrittori più bugiardi d’Italia. In anni recenti è stata introdotta anche la sezione radiofonica, quella in cui gli ascoltatori di Radio Toscana, che da anni è media partner del Campionato, proclamano il più bugiardo raccontatore radiofonico, appunto. Ultima, ma non certo per importanza, è la sezione della Bugia bambina, riservata ai concorrenti under 14 che sono tra i raccontatori più teneri e spesso sorprendenti.
Alcuni esempi di Bugia? Certo. Ma non prima di aver precisato che le Bugie piastresi sono “buone”. Che in loro non ci sono né cattiveria né malizia, né tanto meno inganni.
Piuttosto fanno leva sulla fantasia, sul vedere le cose da un punto di vista originale, sulla sorpresa e sull’arguzia. Tutto ciò premesso ecco quindi una piccola sequenza di bugie, a partire da quella con cui Giancarlo Corsini ha vinto il primo campionato, raccontando di aver appeso ad un chiodo, per salvarlo dai topi, un sacco con la farina dolce e che i ladri erano entrati nella notte ma si erano limitati a rubare il sacco lasciando tutta la farina attaccata al chiodo.
È lo stesso Gianco, la cui memoria i piastresi hanno voluto omaggiare dedicandogli una statua di bronzo collocata proprio davanti a casa sua, sulla sua panchina preferita.

David Pratelli mentre si esibisce nel 2023

Ed è proprio davanti alla targa che lui stesso ha voluto apporre sulla facciata di casa sua dove molti turisti leggono (e qualcuno ci crede anche) che nel 1966 l’acqua dell’Arno in seguito all’alluvione arrivò fino a quell’altezza, ovvero a 750 metri slm. E che dire di quella del fungo, trovato nei boschi de Le Piastre così grosso, ma così grosso, che soltanto la foto pesava 5 chili. Tutte storie condite da ironia e dettate dalla voglia di
trascorre il tempo con gli altri.
Sono gli stessi principi che, nel 2011, hanno fatto nascere l’Accademia della Bugia de Le Piastre, il sodalizio organizzatore dell’evento e di tante altre iniziative.
Sono stati gli accademici nel 2021 ad acquistare l’ex Cinema Italia per farne il futuro “Spazio Bugia” che ospiterà il Museo della Bugia, conserverà palcoscenico teatrale e schermo cinematografico, una sala polifunzionale e un ristorante. Un vero e proprio gesto di amore per Le Piastre e per la Montagna Pistoiese.
Nel nuovissimo Spazio Bugia, così come accade al Campionato Italiano della Bugia, ci sarà da divertirsi.

Insomma, ne vedrete delle belle.

O delle balle.

Testo di Tiziano Carradori

Foto di Accademia della Bugia

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