Buon compleanno Funaro !

L’attività del Centro Culturale il Funaro si divide fra spettacoli, residenze artistiche, formazione per professionisti e non e interessanti progetti per ogni fascia d’età a carattere teatrale e letterario: uno “spazio aperto” che mette al centro del progetto le persone ponendo grande attenzione sia al lavoro sul territorio che al panorama artistico internazionale. Tutto nasce dal nostro incontro, avvenuto tanti anni fa durante un laboratorio teatrale, ci dice Antonella Carrara, che con Lisa Cantini, Mirella Corso e Francesca Giaconi, è una delle fondatrici de “il Funaro”. Mi ero iscritta all’unico corso di teatro proposto in città insieme a Mirella e ci eravamo ritrovate in un gruppo di giovanissimi, tra cui c’erano Francesca e Lisa. Nonostante  la differenza di età, si è creata da subito una bella atmosfera fra noi e così abbiamo deciso di continuare la nostra avventura teatrale insieme frequentando successivamente altri laboratori anche fuori Pistoia.

Sono stati anni molto divertenti e altrettanto importanti che hanno consolidato la nostra amicizia e orientato la nostra comune passione verso un certo tipo di teatro. In seguito ognuno di noi ha continuato i propri impegni lavorativi o di studio ma ormai la scintilla era scoccata e a un certo punto ho iniziato a pensare sempre più insistentemente all’idea di creare un’associazione che si occupasse stabilmente di teatro, soprattutto di creazione teatrale. La proposta di condivisione a Lisa, Mirella e Francesca è stata naturale così come la risposta positiva e l’entusiasmo con il quale hanno accettato di lanciarsi in questa nuova avventura comune. L’idea ruotava intorno alla creazione di uno spazio per residenze artistiche con l’obiettivo di ospitare esperienze di ricerca e creazione.

 

Abbiamo iniziato a incontrarci regolarmente e al contempo ci siamo messe alla ricerca del “luogo ideale”, in campagna, perché la tranquillità fuori dal centro abitato ci sembrava avere caratteristiche più idonee al nostro progetto (punto sul quale abbiamo poi cambiato radicalmente idea).

Nel frattempo abbiamo iniziato a sperimentarci con l’organizzazione di alcuni laboratori teatrali durante i weekend, all’interno della Scuola di danza Fabula, in Via Borgo Viterbo. La stagione successiva (2003 – 2004), grazie al trasferimento della Scuola Fabula in Via Udine, abbiamo potuto affittare lo spazio tutto per noi e abbiamo ampliato l’offerta, proponendo cinque laboratori settimanali per bambini, ragazzi e adulti. Il punto di svolta è arrivato alla fine dello stesso anno quando Lisa ha lavorato al festival Metamorfosi di Cascina dove erano presenti Enrique Vargas e Andres Neumann che, incuriositi dai racconti di questo progetto un po’ visionario e da sempre molto attenti alle novità, ci hanno voluto incontrare.

È da questo fortunato incontro che tutto ha avuto inizio. Enrique ci ha trasportato nel mondo del suo Teatro sensoriale dando vita ad un gruppo di ricerca che dopo 5 anni è stato protagonista della festa d’inaugurazione del Funaro e Andres ha contribuito in maniera decisiva alla nostra formazione per la parte organizzativa. La sua visione e la sua esperienza oltre alle relazioni con artisti internazionali di grande livello, sono stati elementi fondanti per il nostro lavoro e quando, dopo diversi anni, le nostre strade si sono divise, Andres ci ha donato sia il suo archivio professionale, uno dei più importanti patrimoni documentari relativi alla storia del teatro degli ultimi quarant’anni, sia la sua preziosa biblioteca teatrale, che ora costituiscono il Fondo Andres Neumann.

 

Il Centro è un luogo davvero molto particolare, con tre Sale, un Magazzino per scene e costumi, una Foresteria con diciotto posti letto, una Caffetteria, una Biblioteca e gli Uffici. Ci racconti come è nato Proprio nel momento della conoscenza con Enrique e Andres – continua Antonella – ho scoperto che il luogo che oggi ci ospita, che da sempre mi affascinava, era stato messo in vendita. Un’area artigianale abbandonata ma con caratteristiche uniche: chiudi le porte e puoi isolarti dal mondo, le apri e sei a due passi dal nostro meraviglioso centro storico. Una volta acquistato l’immobile, nonostante lo stato di abbandono e le conseguenti difficoltà, abbiamo iniziato ad abitarlo spesso con i laboratori di Enrique, lavorando all’interno degli spazi e cercando di entrare in relazione e sintonia con un luogo che aveva ospitato da sempre artigiani. Anni dopo da questa esperienza è nato anche uno spettacolo dal titolo La Memoria del Funaro dedicato proprio a chi ha abitato queste mura prima di noi. Con Enrique abbiamo fatto un lavoro bellissimo sulla memoria e sull’immaginario coinvolgendo, oltre al gruppo di ricerca che si era formato intorno al Maestro colombiano, anche il nostro architetto Gianluca Mora e il direttore dei lavori, ovvero mio marito Alberto Vescovi in modo che la visione del progetto fosse condivisa da tutti coloro che erano impegnati nella sua realizzazione.

Attraverso questo lavoro comune abbiamo iniziato a immaginare il luogo che avremmo voluto realizzare ed è stato fondamentale il contributo di tante esperienze diverse, tecniche e artistiche. In seguito Andres Neumann ha proposto di coinvolgere uno dei massimi esperti di spazi teatrali, Jean-Guy Lecat, collaboratore di sempre del grande regista inglese Peter Brook. Così, dopo poco tempo, ci siamo ritrovate con tre diversi punti di vista rispetto al nostro progetto: la visione di di Jean-Guy, l’idea di Enrique Vargas e il progetto del nostro architetto Gianluca Mora. Tre proposte all’apparenza inconciliabili ma che, grazie alla capacità di ascolto e alla volontà da parte di tutti di mettersi a disposizione del progetto, ha trovato la sua forma definitiva in un luogo che ha conservato la memoria di ciò che era e che al contempo è flessibile e funzionale per il progetto in tutti i suoi spazi.

La conferma ci viene dagli artisti che ospitiamo per le residenze e i workshop, tutti ci dicono che qui si lavora molto bene, senza dispersione di tempo, con tutto ciò che serve a portata di mano. Chi passa da qui ritorna sempre, non a caso si sono creati dei legami di amicizia che vanno oltre la condivisione dei progetti teatrali. Ma in definitiva il “contenitore”non basta, il successo del Funaro arriva soprattutto dal gruppo di lavoro che lo gestisce: per realizzare i sogni non bastano le risorse economiche e un bel posto, sono le persone che fanno le cose e non viceversa.

 

Come immagini il futuro de “il Funaro”? Immagino una sempre maggiore integrazione del Funaro nel sistema cittadino attraverso sinergie e collaborazioni che sono già in atto, per esempio con l’Associazione teatrale Pistoiese. Oggi, grazie soprattutto al Presidente Giuseppe Gherpelli, al Direttore Artistico Saverio Barsanti e anche al nuovo Direttore generale Gianfranco Gagliardi, abbiamo un ottimo rapporto di collaborazione. Un passaggio utile per la città, prima ancora che per il Funaro era la condivisione del lavoro e delle idee con le altre realtà presenti sul territorio, nella prospettiva di creare una proposta di spettacolo dal vivo integrata.

Inoltre qui passano settimanalmente centinaia di persone, di tutte le età, dai bambini agli anziani e quindi direi che svolgiamo anche un importante lavoro di formazione del pubblico utile a tutti, una funzione importante per il nostro territorio alla quale si aggiunge anche una proposta teatrale con uno sguardo internazionale.

Testo Lorenzo Baldi

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