Donne scrittrici protagoniste

Un colore su due viene confermato. L’Agenda letteraria 2023 mantiene il verde, che si collega alle piante e alla natura. Al posto dell’arancio, il colore fortemente identitario per Pistoia che ha caratterizzato l’agenda 2022, ci sarà però il viola: una tonalità – dimostrano i sondaggi – molto amata dalle donne e, nella tradizione occidentale, legata, insieme al rosso, all’amore.
L’Agenda letteraria 2023, curata da chi scrive queste righe e accompagnata – come nel 2022 – dalle illustrazioni di Sara Masiani, mantiene intatte le finalità ma rinnova i suoi contenuti. Le finalità restano quelle di far conoscere scrittrici e scrittori che hanno vissuto e che hanno raccontato il territorio pistoiese, di invitare alla lettura dei loro testi, di promuovere i luoghi letterari, quelli più noti ma anche quelli meno conosciuti. I contenuti, invece, vengono fortemente rinnovati: non nelle date di nascita o di morte degli autori (quelle, anche volendo, non riusciremmo a modificarle), ma nella scelta dei testi proposti, sia per le 12 letture (una per ciascun mese dell’anno), sia per i box che, settimanalmente, propongono brevi citazioni. E in questa riscrittura dell’Agenda la linea guida seguita è quella di valorizzare le autrici.


Se Pescia e la Villa di Valchiusa, attuale sede della Biblioteca comunale, sono legate alla memoria di un importante storico come Jean-Charles Léonard Simonde de Sismondi (1773-1842), colui che – per inciso – ha coniato per quella zona l’espressione di “Svizzera pesciatina”, nell’Agenda 2023 la parola viene lasciata alla madre Henriette, autrice di un diario nel quale racconta le sue giornate a fianco del figlio, a partire dall’arrivo in Toscana nel 1795. Non è presente una lettura che propone un testo di Tiziano Terzani, ma si può trovare un invito a leggere Giorni cinesi di Angela Staude, moglie del giornalista e scrittore legato ad Orsigna. La scrittrice anarchica Leda Rafanelli, convertitasi all’Islam, è ricordata attraverso un passo tratto dal romanzo L’oasi, mentre Policarpo Petrocchi cede la parola a Clementina Biagini, l’amore della sua vita, autrice di numerose lettere inviate allo scrittore e lessicografo nato a Castello di Cireglio, con il quale inizia nel 1872 una relazione che la porterà ad abbandonare Pistoia, a lasciare una figlia e a raggiungere a Milano il suo Policarpo.
Non può mancare Gianna Manzini, con una pagina dal racconto Messaggio, né può essere assente la poetessa-pastora Beatrice di Pian degli Ontani, che incantava illustri letterati improvvisando ottave. Con Elena Gianini Belotti è possibile ripercorrere la storia della maestra Italia Donati, morta suicida nel maggio del 1886, e attraversare anche una parte del Montalbano, tra Larciano e Porciano, dove la maestra – vittima dei tentativi di abuso da parte dell’allora Sindaco di Lamporecchio e delle maldicenze paesane – ebbe l’incarico per insegnare alle elementari. Sono presenti, tra box e letture, autrici dimenticate del passato (come Iva Perugi Gonfiantini, in arte Maya, o come Maria Chiappelli), mentre un focus viene aperto su Louisa Grace Bartolini, la “pellegrina d’oltremare” approdata dall’Irlanda a Pistoia e ricordata da Giosuè Carducci che, nell’anno dell’insegnamento pistoiese (1860), frequentava il suo salotto in Via della Madonna.


Senza pretese di esaustività, c’è anche il presente, nell’Agenda letteraria 2023, con autrici come Maura Del Serra, Marisa Salabelle e Francesca Matteoni, ma anche Nicla Menchi, novantacinquenne nata sulle nostre montagne, pittrice e scrittrice. Con uno sguardo rivolto all’arte, una pagina viene riservata a Mercedes Pedrazzini, conosciuta come Marina, moglie di Marino Marini: “Nel 1929 mentre mi trovavo a Venezia con mia madre (lo ricordo come se fosse ora) un pomeriggio, nella hall dell’Excelsior, vidi passare un bellissimo giovane, che mi colpì a tal punto da farmi mormorare: ‘Questo è il mio uomo ideale’.
Decisa fermamente a conoscerlo, chiesi al cameriere chi fosse ed egli rispose: ‘È lo scultore Marino Marini’”. Dopo quell’incontro fugace e folgorante, la storia sarebbe ripresa nel 1938, con un nuovo (e decisivo) avvicinamento e con il matrimonio tra lo scultore pistoiese e la ragazza nata a Locarno che ha lasciato in Con Marino (1991) una preziosa testimonianza, la storia (intima e pubblica) di un artista di fama internazionale raccontata “dalla parte di lei”.

Impossibile ricordare tutti i nomi (anche maschili, ovviamente) presenti nell’Agenda e che accompagneranno, ci auguriamo, le giornate di molte persone nel corso del 2023. Solo un’ultima curiosità, per concludere. Carlo Collodi è presente e non potrebbe essere altrimenti: il colore rosa-viola è garantito, in questo caso, dal passo di Pinocchio che viene proposto e che ha per protagonista… la Bambina dai capelli turchini che diviene, dal capitolo XVI del romanzo, la Fata.

 

Illustrazioni Sara Masiani
Testo Giovanni Capecchi

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