Il restauro del Complesso Parrocchiale della SS. Annunziata di Pistoia

I lavori di restauro della chiesa della SS. Annunziata di Pistoia hanno interessato la messa in sicurezza di tutta la copertura del complesso parrocchiale, di oltre 1.500 metri quadri, il consolidamento del campanile ed il recupero della facciata principale. La copertura della chiesa – chiusa dal 2014, quando i padri Serviti dopo oltre settecento anni hanno lasciato Pistoia – presentava gravissimi problemi di infiltrazione ed alcune parti strutturali risultavano parzialmente crollate. Anche il campanile minacciava il crollo e la parte sommitale presentava una copertura totalmente compromessa ed un preoccupante quadro fessurativo.

Il cantiere ha avuto inizio nel 2020 ed è stato interamente condotto in periodo di pandemia, con i conseguenti problemi organizzativi ed allungamento dei tempi.

La storia Il complesso dei Serviti di Pistoia è certamente uno dei più antichi dell’Ordine in Toscana: le prime testimonianze risalgono al 1270. L’attuale immagine architettonica si deve a  innumerevoli trasformazioni, le più rilevanti delle quali furono eseguite nel Settecento.

              L’intervento ha trovato sostanziale completamento nel dicembre del 2021

La fondazione del convento e l’edificazione della chiesa, intitolata a S. Maria dei Servi, è da porsi nei primi anni Settanta del Duecento, sotto il governo del priore generale san Filippo Benizi. Il primitivo titolo della chiesa, nel frattempo profondamente rinnovata, fu cambiato nel 1537 in quello della SS. Annunziata. Il convento fu soppresso dal vescovo Scipione de’ Ricci nel Novembre del 1786, ma ripristinato poco tempo dopo (1794). Soppresso nuovamente dal governo Napoleonico nel 1810, la cura d’anime fu affidata a sacerdoti secolari fino al 1856, quando i Serviti fecero ritorno a Pistoia. Dieci anni più tardi lo Stato italiano espropriò buona parte del convento, aggregandolo al demanio militare e destinandolo a caserma, divisione proprietaria che permane tutt’oggi.

Nell’ ottobre 2014 l’ordine dei Servi di Maria, ha lasciato Pistoia, dopo quasi settecentocinquanta anni di presenza;  per mancanza di religiosi e per le cattive condizioni conservative del complesso. La chiesa è costituita da un grande ambiente con quattro altari di legno dorati nelle pareti di destra e di sinistra; due altari con stucchi dorati in fondo di chiesa; due cappelle laterali all’altare maggiore in via di ripristino dalle antiche linee, due ordini di figure a fresco attorno a tutta la chiesa, circondati da ornamenti in stucco e intramezzati da grandi croci pure in stucco dorato ricordanti la consacrazione della chiesa fatta nel 1573 dal mons. Feliciano Capitoni Servita, vescovo di Avignone. Gli affreschi dell’ordine superiore, rappresentanti 16 Santi e Beati dei Servi di Maria – e fra questi quelli di quattro Beati pistoiesi – sono dipinti dal pistoiese Nicola Manetti, quelli dell’ordine inferiore da Giovanni Domenico Ferretti.

La volta del coro con l’Annunziata in gloria opera di Gian Domenico Ferretti realizzata nel 1720

I LAVORI DI RESTAURO

Il progetto definitivo è stato redatto nel 2019 partendo dalla documentazione e dalle indagini messe a disposizione dalla committenza. Già nel 2009, i padri Serviti e la curia di Pistoia avevano promosso una prima campagna di indagini sulla copertura della chiesa, seguita da una seconda indagine nel 2016. Tutte le indagini eseguite da terra con l’ausilio di cestelli non avevano potuto pienamente descrivere la situazione della assai eterogenea struttura, frutto di oltre sette secoli di trasformazioni.

Gli affreschi dell’ordine superiore, rappresentanti 16 Santi e Beati dei Servi di Maria, e fra questi quelli di quattro Beati pistoiesi, sono dipinti dal pistoiese Nicola Manetti; quelli dell’ordine inferiore da Giovanni Domenico Ferretti

È stato quindi predisposto un progetto ‘flessibile’ che definisse più i criteri d’intervento che dettagliate soluzioni tecnico esecutive basate su conoscenze ormai superate e su parametri essenzialmente teorici.

Secondo le più aggiornate teorie del restauro si è quindi messo al primo posto la necessità di conoscere, da ogni punto di vista e quanto più possibile, il manufatto su cui siintendeva intervenire.

Il cantiere ha avuto inizio nel 2020 ed è stato interamente condotto in periodo di pandemia, con i conseguenti problemi organizzativi ed allungamento dei tempi.

Sono state consolidate e restaurate le 12 capriate “monumentali”, le più antiche risalenti, almeno parzialmente, all’originale impianto della chiesa, coperta nel 1274

L’intervento ha trovato sostanziale completamento nel dicembre del 2021. Sono state consolidate e restaurate le 12 capriate “monumentali”, le più antiche risalenti, almeno parzialmente, all’originale impianto della chiesa, coperta nel 1274, altre dalla ricca e colorata decorazione realizzata nel corso dell’ampliamento del secolo XV. Tutti i manti di copertura del complesso parrocchiale sono stati ripristinati nella piena efficienza.

Il campanile ha oggi una nuova copertura e le strutture murarie sono state completamente consolidate e restaurate. La facciata settecentesca, opera dell’architetto pistoiese Gatteschi, ha ritrovato l’originale bicromia e finalmente la croce in ferro battuto, caduta ne 2014, è tornata al suo posto. Attualmente la struttura risulta messa in sicurezza e la chiesa, almeno occasionalmente, potrà riaprire. Molto resta ancora da fare e si auspica che in futuro il complesso trovi una completa valorizzazione e nuove funzioni di servizio per l’intera comunità pistoiese e non solo.

Testo Simone Martini

Foto Simone Martini – Lorenzo Marianeschi

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