Insieme per divulgare la Bellezza

Philippe Daverio con alcune collaboratrici del FAI

Si conserva e si tutela quello che si conosce”: con queste parole del Prof. Antonio Paolucci si apre l’ampia riflessione sulla consapevolezza del bene artistico, paesistico, architettonico, come primo strumento per la comprensione storica della realtà, passata e presente.

Questo aspetto, che punta alla cittadinanza attiva, è il cardine regolatore dell’azione del FAI, il Fondo Ambiente Italiano, che, a livello locale della provincia di Pistoia, ha incrociato l’attività della rivista NATURART in un connubio efficace per la promozione e divulgazione di particolari realtà del territorio.

Il Gruppo FAI Giovani ed il Gruppo FAI di Pistoia sono davvero lieti di festeggiare i dieci anni della rivista con cui collaborano dal  Gennaio del 2014, perseguendo un obiettivo comune: far conoscere e valorizzare il patrimonio artistico, culturale e ambientale della provincia, mostrando luoghi poco conosciuti con l’intento di farli apprezzare ad un pubblico sempre più ampio.

Philippe Daverio durante la presentazioni del libro ‘Pistoia, città dei Pulpiti’

In questi anni entrambi i gruppi FAI hanno proposto un numero significativo di luoghi, alcuni dei quali non aperti al pubblico, innescando spesso un dibattito ed un fervore di riscoperta proficuo per le stesse realtà e, in senso più ampio, per la ricchezza generale della città di Pistoia. Il luogo fisico aperto e messo in risalto durante le Giornate FAI di Primavera e le FAI Marathon (oggi Giornate FAI D’Autunno) ha spesso trovato un’eco tangibile e coerente nella rivista e negli articoli, corredati da belle immagini. Questa produzione editoriale ha dato vita nel tempo  ad un vero e proprio archivio, sia cartaceo sia online, che ha creato la possibilità per certi luoghi spesso chiusi di essere virtualmente fruibili e conoscibili da tutti.

L’attività del Gruppo FAI Giovani e del Gruppo FAI ha posto in comunicazione le differenti parti all’interno della comunità pistoiese ed è stata capace di realizzare sinergie con l’intento comune del riconoscimento culturale. La prima concretizzazione di tale attività è stata il percorso dei pannelli all’interno del giardino della Villa di Scornio, una guida storico artistica che accompagna il visitatore. Successivamente i Gruppi si sono occupati di puntare i riflettori sul grande complesso monastico di San Pier Maggiore con la sua ricchezza ancora parzialmente da recuperare. L’afflato della riscoperta ha successivamente preso corpo in un evento che è stato promotore di un processo virtuoso in seno alla comunità: la riapertura della chiesa seicentesca di San Leone. La volontà di renderla accessibile e finalmente ri-conoscibile alla collettività l’ha resa degna d’interesse durante l’anno di Pistoia Capitale della Cultura 2017 come peculiare luogo espositivo per la Visitazione robbiana, restaurata e resa nuovamente alla fruizione attraverso un’inedita ed attenta soluzione. La presentazione in San Leone del n. 17 della rivista ha evidenziato ulteriormente l’importanza di quanto accaduto, sottolineando la realtà FAI quale promotrice a tutti gli effetti di un passo rilevante per Pistoia.

La conferma del sodalizio tra FAI Pistoia e NATURART si è avuta, ancora, con la realizzazione del libro “Pistoia, la città dei Pulpiti”, in cui le parole scritte e  le fotografie di Nicolò Begliomini hanno permesso al lettore di intraprendere un percorso tra i pergami pistoiesi con una lettura diversa che si è concentrata sulle emozioni suscitate dalle immagini. Il volume ha dato spazio alle strutture più conosciute e apprezzate della nostra città fino a mettere in luce il “pulpito perduto” o “pulpito dimenticato” che era presente nella Cattedrale e il pergamo poco conosciuto della Chiesa di San Michele Arcangelo  a Groppoli. L’ultima fatica delle realtà FAI è stato il percorso di sensibilizzazione verso la tutela del Parterre degli Uomini Illustri, nominato tra i Luoghi del Cuore 2018 e che adesso vedrà, attraverso un percorso di progetto, la realizzazione di un restauro conservativo.

Per riprendere ancora il pensiero del prof. Paolucci, così aderente  ai fini del FAI, “la storia si sedimenta e si sintetizza nelle opere identitarie di una comunità e farle conoscere a quanta più gente possibile è un atto di tutela”. Questo è anche il cuore del  legame tra i Gruppi FAI di Pistoia e NATURART che auspichiamo perduri nel futuro: la volontà di far apprezzare ad un pubblico sempre più ampio la bellezza, la particolarità e la cultura del nostro territorio.

a cura del Gruppo FAI Pistoia

Foto Lorenzo Gori

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