La “corsa speciale” lungo la Porrettana con fermata al Castagno

Foto Valentina Vettori

Il racconto di una serata teatrale insolita: in treno fino a Castagno e poi gli “Omini” vanno in scena.

“Benvenuti al Castagno, binario unico, due gallerie e un bosco che non è di castagni”. Inizia così la (surreale) corsa speciale” de Gli omini. Compagnia di attori che fa del teatro un grande esperimento sociale, conducendolo fuori dai suoi luoghi tradizionali per andare in scena in mezzo alla natura.

E comincia così anche il viaggio delle decine e decine di persone che, in queste serate estive di luglio, muniti di un biglietto speciale e maglioni pesanti, dalla stazione di Pistoia salgono su un treno che li porta a quella del Castagno. Località a 500 metri sopra il livello del mare, dove il tempo sembra essersi fermato. Nasi appiccicati ai finestrini del treno per sbirciare all’esterno il panorama che si gode dalla ferrovia Porrettana. Gallerie, boschi ai lati dei binari, stazioni abbandonate, paesini collinari. Da Valdibrana a Corbezzi, passando per Piteccio.

Poi l’arrivo in una piccolissima stazione immersa nel verde e racchiusa tra due gallerie. Ed è lì, al Castagno, che va in scena “La corsa speciale”. Seconda tappa artistica de Gli Omini, all’interno del triennale Progetto T, dopo lo straordinario successo di “Ci scusiamo per il disagio”. Primo ed esilarante spettacolo “ferroviario” partorito dalle mente de Gli Omini.

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Due differenti momenti della rappresentazione de “La Corsa speciale” (foto Valentina Vettori)

Al Castagno l’ambientazione è minimale. Una tribuna per il pubblico e, di fronte, una piccola area verde, palcoscenico de “La corsa speciale”. Per la scenografia, qualche lampada che scende dagli alberi, due altalene, una panchina realizzata con un tronco, un’aiuola, il binario del treno. Tutto intorno il buoi assoluto e il vento fra gli alberi.

Si accendono le flebili luci e la voce de Gli Omini rompe il silenzio. Quello che va in scena è un esperimento sociale, il racconto teatrale di un intreccio di storie e pratiche raccolte per giorni da Gli Omini nel loro viaggio lungo i paesini della Porrettana. Storie e testimonianze di chi quei luoghi li vive ogni giorno, raccontate alla maniera de Gli Omini. Così, i protagonisti diventano i dialoghi surreali tra pendolari, scrittori di poesie, anime romantiche, appassionati di treni, badanti, vecchi astrologi e uccelli.

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Il treno fermo a Castagno che fa da spettatore nello “strano” teatro ed il treno in partenza da Pistoia (foto Valentina Vettori)

“La corsa speciale”, dopo “Ci scusiamo per il disagio”, è il secondo e originale spettacolo che fa di teatro e treno un connubio speciale, all’interno di Progetto T. Dove T sta per TEATRO, TRENO e TRANSAPPENNINICA e la protagonista assoluta è la Porrettana. Il primo collegamento su ferro che collegò Toscana ed Emilia-Romagna, Pistoia e Bologna. Un’opera di enorme portata ingegneristica. 47 gallerie, 35 tra ponti e viadotti, per una lunghezza totale di 99 km. In mezzo, paesi, migliaia di piccole case e abitanti che vivono la campagna tosco-emiliana conservandone usi e costumi di un vivere antico.
Un patrimonio sociale, storico e architettonico a rischio, che Gli Omini tentano di salvaguardare attraverso la meraviglia del teatro. Ultima tappa per il 2017? La realizzazione di un “vagone-teatro”. Uno spazio culturale itinerante, ispirato al Vagón del Saber. Progetto nato dall’idea di un gruppo di architetti ecuadoregni, pensato come biblioteca e teatro mobile, che si muove sulle linee ferroviarie.

Con Francesco Rotelli, Francesca Sarteanesi, Giulia Zacchini e Luca Zacchini (Gli Omini) il teatro si fa itinerante e surreale, ai limiti dell’immaginario, e trasforma in protagonisti del racconto persone comuni, ma anche i luoghi e le bellezza di un patrimonio inestimabile. Per viaggiare con “La corsa speciale” de Gli Omini, c’è ancora tempo fino al 23 luglio. Ogni sera, alle 20.45, alla stazione di Pistoia vi aspetta un treno per il Castagno. I biglietti sono acquistabili alla biglietteria del teatro Manzoni.

PER SAPERNE DI PIU’

Il primo spettacolo della compagnia: Ci scusiamo per il disagio

La storia della Porrettana su NATURART

valentina vettori

Mi chiamo Valentina Vettori e sono nata a Pistoia il 18 marzo 1990. Dopo essermi diplomata al liceo scientifico, ho conseguito la laurea triennale in Scienze della comunicazione all’Università di Firenze per poi trasferirmi a Genova. Città in cui ho vissuto due anni e mezzo e dove mi sono laureata in Informazione ed editoria, dopo aver frequentato il corso di Giornalismo culturale. Nella città ligure ho mosso i miei primi passi nel mondo del lavoro scrivendo per l’Agenzia regionale per la promozione turistica. Nel 2015 sono tornata a Pistoia e ho cominciato a collaborare con il quotidiano Il Tirreno. Amo i viaggi, i cani, la filosofia, i tramonti al mare e la cucina toscana, ma non chiedetemi di cucinare, non ne sono capace.

 

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