La storia di Pauline e della sua passione (e nostra) per i binturong, che profumano di pop-corn.

Ogni giorno Il Giardino Zoologico è attivo da molti anni in differenti parti del mondo per sostenere economicamente progetti di tutela degli habitat naturali di specie minacciate. Scegliere quali progetti finanziare non è semplice: le emergenze e le richieste sono tante, tutte importanti. A volte a fare da discrimina sono le storie e le persone protagoniste e quella di Pauline Keiser ci ha coinvolto grazie alla passione e determinazione che la caratterizzano. Pauline ha iniziato a lavorare nel 2012 come keeper alla Menagerie du Jardin des Plantes di Parigi e tra i tanti animali di cui si prendeva cura c’era anche una coppia di binturong (Arctictis binturong) che hanno fatto breccia nel suo cuore e sono entrati a far parte della sua vita in modo indissolubile.

Lavorando allo zoo Pauline si è resa conto che pochissime persone in Francia (e possiamo dire anche nel resto del mondo) conoscono questo straordinario mammifero. Originario delle foreste pluviali del sud est dell’Asia, è chiamato anche “gatto orsino” anche se non ha nulla a che fare né con i gatti, né con gli orsi.

Appartiene alla Famiglia dei Viverridi, ha un corpo lungo (dal naso alla punta della coda) ben 90 cm, il pelo scuro e un muso su cui spuntano orecchie che ricordano molto quelle di Yoda, il gran maestro della saga di “Guerre Stellari”. Si muove agilmente tra gli alberi aggrappandosi ai rami con gli artigli semi retrattili e con la coda prensile. Troppo pesante per saltare da un ramo all’altro, ogni tanto scende a terra. E’ prevalentemente notturno e profuma di pop-corn; per molto tempo gli studiosi si sono chiesti come fosse possibile per poi scoprire che la pipì del profumato mammifero contiene la stessa molecola che si sprigiona quando cuciniamo i chicchi di mais in padella. I binturong usano questo odore intenso per comunicare tra loro, soprattutto durante la stagione dell’amore, unico momento in cui maschio e femmina si cercano, abdicando alle abitudini da perfetti solitari.

Alla frutta di cui è ghiotto, aggiunge qualche uccellino e piccoli roditori. In particolare adora i frutti del Ficus altissima (si si, proprio quello che troviamo anche nei garden e che usiamo come pianta da appartamento) ed è l’unico animale che riesce a digerire parzialmente i semi di questa pianta. I semi predigertiti sono dispersi con gli escrementi e hanno dimostrato maggiori possibilità di svilupparsi in piante, rispetto a quelli che non compiono il tragitto nell’intestino del binturong.

Per questo motivo sono animali importantissimi per la conservazione della foresta ed è per la loro protezione che Pauline ha deciso di fondare nel 2014 l’ Associazione “Arctictis Binturong Conservation”.

Le minacce principali sono la deforestazione e il bracconaggio per fini alimentari e per l’utilizzo nella medicina tradizionale orientale. Il programma di Pauline e del suo staff è concentrato soprattutto sull’Isola di Palawan, l’unica delle Filippine dove è nota la presenza dei binturong.

Poiché mancano molte informazioni sulle abitudini e caratteristiche di questa specie, il progetto sull’isola filippina prevede lo studio e il censimento dei binturong e il coinvolgimento della popolazione con attività di formazione sull’importanza di questo mammifero per la foresta stessa. Si spera così di diminuirne le catture e le uccisioni e di trovare nelle comunità locali gli alleati nella sfida di proteggere dei binturong.

Anche a Pistoia abbiamo a cuore i binturong e, oltre a finanziare il progetto di Pauline, 3 anni fa abbiamo aderito al progetto di riproduzione coordinato dall’EAZA (Associazione Europea degli Zoo e degli Acquari): sono arrivati Mork e Mindy, nati rispettivamente negli zoo di Berlino (Germania) e di Olomouc (Repubblica Ceca).Tutto lo staff del Parco attende con trepidazione che tra loro scocchi l’amore. Per ora non è accaduto perché non sempre le coppie formate vanno d’accordo. Le caratteristiche individuali a volte prevalgono e mandano all’aria i piani dei coordinatori. Le nonne dicevano: “se sono rose fioriranno” e qui al GZP tutti aspettiamo l’evolversi degli eventi. Pauline dall’isola di Palawan manda puntualmente i suoi report ed ogni volta che arrivano notizie è sempre emozionante: è forte il sentimento di appartenenza ad un unico grande movimento di persone che considera bene comune la natura e fa di tutto per proteggerla.

Testo Eleonora Angelini

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