L’Arazzo millefiori a Parigi

La mostra Végétal – L’ècole de la Beauté presentata dalla storica Maison di gioielli Chaumet al Palais des Beaux- Arts di Parigi fino al 4 settembre 2022 e a cura di Marc Jeanson, ha celebrato il carattere senza tempo delle piante in tutte le loro forme artistiche, combinando visioni, epoche e tecniche, con le creazioni Chaumet come punto di partenza.
Questo percorso botanico, attraverso oltre 7.000 anni di arte, ha accolto insieme a un centinaio di gioielli di Chaumet e di altre case, anche pezzi grafici, pittorici, scultorei, tessili fra cui l’arazzo millefiori detto “dell’Adorazione”, l’imponente manufatto tessile di grande bellezza e di eccezionale importanza, lungo otto metri e alto quasi tre, esposto normalmente nelle sale dell’Antico Palazzo dei Vescovi a Pistoia.


Insieme a numerosi altri capolavori, provenienti da prestigiosi musei internazionali, (fra gli altri, dipinti di Arcimboldo, Delacroix e Monet), l’arazzo di Pistoia è rientrato fra i prestiti voluti dalla Maison Chaumet per una mostra che ha l’obiettivo di affermare la straordinaria bellezza delle piante in un mondo che non si prende più il tempo di osservarla.
Siamo contenti che il nostro polo museale e, in generale, il nome di Pistoia – queste le parole di Monica Preti, direttrice di Pistoia Musei – sia affiancato in occasione di questa mostra a grandi musei come il Musée d’Orsay, il Musée du Louvre, il Victoria & Albert Museum e l’Albion Art Collection di Tokyo. Questo prestito rappresenta infatti non solo un’occasione di valorizzazione del nostro patrimonio artistico cittadino, ma anche l’opportunità per i nostri musei di intessere relazioni fuori dai confini locali, ampliando l’orizzonte verso necessarie e preziose collaborazioni internazionali.


Di proprietà della Chiesa Cattedrale e in comodato a Pistoia Musei, che ne cura la conservazione e ne ha seguito il prestito per l’esposizione parigina, l’arazzo è stato esposto nella mostra Végétal in una sala a lui quasi del tutto riservata. Realizzato in Fiandra, a Enghien, intorno al 1530, il grande manufatto colpisce per le sue dimensioni e per la fitta trama compositiva che lo contraddistingue
centinaia di cespi fioriti su un fondo blu notte, accostati ad alcuni animali mitologici e non, come coniglietti, unicorni e una serie di volatili. Le piantine, di tante specie diverse, sono riprodotte minuziosamente e con verosimiglianza, tanto da rendere l’arazzo un vero e proprio caso di studio non solo artistico ma anche botanico.
In occasione della mostra, inoltre, l’arazzo è stato oggetto di un intervento di manutenzione finanziato dalla Maison Chaumet, curato da Pistoia Musei e affidato alla restauratrice Federica Favaloro. Un’operazione che, dopo l’ultimo restauro risalente al 2001, ha consentito l’appianamento di un piccolo difetto presente nell’angolo in basso a sinistra, creatosi negli ultimi anni in cui la tappezzeria è stata esposta verticalmente.

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