Piteccio è una piccola frazione del Comune di Pistoia immersa nei boschi lungo la valle
dell’Ombrone, dove il marmo di Carrara prende forma grazie all’abilità artigiana di Mauro Vaccai. Con martello e scalpello l’artista qui, da oltre trent’anni, dà vita alla pietra creando forme, figure e simbologie.
Pittore, disegnatore, ma soprattutto scultore, Mauro Vaccai nasce nel 1954 nella piccola Piteccio, dove continua a vivere e lavorare. Dopo aver conseguito il diploma di geometra si iscrive alla Facoltà di Agraria a Firenze, ma la passione per la pittura e, soprattutto, la scultura lo spingono ad assecondare il suo istinto artistico e a confrontarsi con diversi materiali, dalla pietra al bronzo.
Vaccai è rimasto uno dei pochi scultori a seguire passo per passo il processo di creazione delle sue opere, oggi affidato in gran parte alle macchine. Dalla scelta del materiale alla nascita della figura, dalla sbozzatura fino alla levigatura, la pietra si anima di vere e proprie metafore di marmo. Motivo questo che lo consacra come erede diretto di un’antica tradizione artigiana, rendendo le sue opere uniche.
Il suo punto di partenza è il paese di origine, per il quale realizza tra 1992 e 1993 i dipinti absidali della pieve di Santa Maria Assunta, raffiguranti Le nozze di Cana e La pesca miracolosa. La linea è nervosa, il tratto netto, i colori vibranti.
Le sue sculture sono oggi conservate nei musei di tutto il mondo (Vaticano, Francia, Austria, Cina, New York, Israele), un interesse riconosciuto a livello internazionale che inizia nel 2006, con la partecipazione alla rassegna Il sole, la luna e la teoria degli opposti allestita al M’ARS Contemporary Art Museum di Mosca e prosegue nel biennio successivo, portandolo ad affermarsi presso il grande pubblico con la partecipazione
alla mostra interdisciplinare Rifiuti preziosi presso la Strozzina di Palazzo Strozzi a Firenze e poi con la prima personale dal titolo Il mito della vita, tenutasi a Miami presso la sede americana della Galleria MOdenArte.
Tra le commissioni più importanti non si possono non citare quelle per la Marina Militare, tra cui la Santa Barbara, e la stele Speranza e carità, un inno alla solidarietà cristiana, realizzata nel 2016 e collocata nel porto di Lampedusa dopo essere stata
benedetta da papa Francesco. Più volte l’artista ha avuto l’onore e l’emozione di incontrare il santo padre, al quale nel 2021 ha donato la Madonna della croce, piccola scultura in marmo dedicata alle donne vittime di violenza.
Un artista poliedrico che non ha mai Le sue sculture sono oggi conservate nei musei di tutto il mondo (Vaticano, Francia, Austria, Cina, New York, Israele), un interesse riconosciuto a livello internazionale che inizia nel 2006, con la partecipazione alla rassegna Il sole, la luna e la teoria degli opposti allestita al M’ARS Contemporary


dimenticato il legame con la sua terra natale. Si contano infatti decine di opere sparse per il territorio pistoiese, tra la montagna e la Valdinievole, in cui spicca un simbolismo chiaro e limpido.
Si ricordano: Ricomposizione, situata nella frazione montana di Castagno (2004); La battaglia di Montecatini, al MoCa di Montecatini Terme, per commemorare il settimo centenario della battaglia tra pisani e fiorentini (2015); Il volo, Ponte Buggianese, intitolata alle vittime della strada (2015); Spirito, anima e forza, scultura realizzata per la questura di Montecatini Terme (2018); Unione, Chiesina Uzzanese, bronzo che commemora il gemellaggio con il comune francese di Saint Memmie (2023); La ruota dell’artigianato, Pistoia, bronzo che celebra gli 80 anni della Confartigianato Pistoia (2025). Opere di Vaccai sono state inoltre consegnate come riconoscimento ai vincitori del Premio Città di Montecatini Terme d’Europa “Giornalismo, sport e cultura” tenutosi nella città termale nell’aprile 2024.
Menzione particolare meritano le due grandi mostre personali organizzate a Pistoia. Nel 2012 il Palazzo Comunale è stata la sede della mostra itinerante L’universo dei simboli, mentre nel 2017, anno di Pistoia capitale italiana della cultura, la piccola chiesa di San Michele in Cioncio ha ospitato una raccolta di sculture e disegni dal titolo La metamorfosi dello spirito.
Ma il cuore e la mano di Vaccai battono nella piccola Piteccio, dove ancora oggi si possono ammirare le sue opere. Nel parco di piazza Vittorio Veneto svetta un esemplare di archeologia industriale: il bollitore di una caldaia, memoria della cartiera costruita sulle sponde dell’Ombrone, salvato dal degrado e plasmato in opera d’arte. Vaccai ha trasformato la sfericità del bollitore nel globo terrestre, intorno al quale girano sette sagome di ferro che evocano i sette vizi capitali (1998).
Davanti al parco, la pieve di Santa Maria Assunta conserva, oltre ai dipinti murali dell’abside già menzionati, un’interessante serie di quattordici
Another photograph of Giovanni and Arianna in Giorgio Tesi Group’s nurseries, where they could discover several aspects related to both the production of plants and the value given, and close attention paid, by the Pistoiese company to sustainability.
bassorilievi marmorei per le stazioni della Via Crucis (2004). L’opera è il frutto dell’incontro con la comunità locale, colpita in quegli anni da eventi drammatici, ed evoca il cammino di sofferenza che ognuno di noi deve percorrere lungo la propria esistenza. All’impostazione tradizionale, Vaccai affianca la propria interpretazione, riassumendo il tutto in un unico blocco di marmo.

Nel maggio 2023 alla collezione della piccola chiesa si è aggiunto un bassorilievo raffigurante Sant’Atto, collocato sopra l’altare intitolato al santo vescovo di Pistoia del XII secolo e inaugurato nel maggio 2023.
Ultimo baluardo dell’artigianalità manuale, i temi centrali della scultura di Mauro Vaccai sono il rapporto tra l’uomo e la macchina, la critica della società moderna, il ritorno alla spiritualità del passato e l’allontanamento dalla materialità perché, citando lo scultore, «lo spirito è ciò che ci rende uomini. Se alimentiamo soltanto l’apparenza perdiamo il contatto con la vita».
A cura di Gianluca Cioni




