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Marino Marini: La pittura

Nato dalla stretta collaborazione istituzionale fra la Fondazione Marino Marini e il Comune di Pistoia, curato dalla medesima Fondazione e realizzato grazie al sostegno della Fondazione Caript, questo progetto espositivo, intende prima di tutto riconsegnare ai pistoiesi e a tutti i potenziali visitatori una immersiva e colorata selezione di opere di uno dei maggiori artisti del Novecento, affondando lo sguardo in uno dei più ricchi capitoli della produzione artistica di Marino Marini (1901-1980), quello della pittura.

Come avvenne nell’autunno del 1987, ai tempi in cui volgevano al termine i lavori di restauro dell’ex Convento del Tau, acquisito e recuperato dal Comune di Pistoia per farne la sede permanente del “Centro di Documentazione Marino Marini” e ospitare la “Fondazione Marino Marini”, si è voluto centrare anche questa rassegna sull’opera pittorica del Maestro, ricordato soprattutto per la sua fertile attività di scultore.
Il progetto segna inoltre l’avvio, e costituisce al contempo lo scenario comune, di una nuova stagione di dialogo e riassetto amministrativo nei rapporti fra la Fondazione Marino Marini e il Comune di Pistoia, che, insieme alla Fondazione Caript e alla Direzione regionale Musei nazionali Toscana del Ministero della Cultura, condividono appieno la volontà di garantire le più corrette ed efficaci forme di tutela, studio e valorizzazione del patrimonio di opere e documenti di Marino Marini di cui Pistoia dispone: a tal punto da essere giunti, il 1° dicembre 2025, alla sottoscrizione del protocollo d’intesa “Pistoia Città di Marino”.

E il secondo piano di Palazzo Fabroni, nel cuore del centro storico, con le sue finestre affacciate su scorci diversi e opposti della città, è la sede ideale per un allestimento fortemente voluto anche per sottolineare il legame indissolubile di Marino con il suo luogo natale.
La mostra Marino non è però stato un pittorescultore come, ad esempio, Pablo Picasso o Henri Matisse che hanno eseguito sculture per chiarire nella terza dimensione alcuni snodi decisivi del rispettivo percorso pittorico. E non è stato neppure uno scultore-pittore come Alberto Giacometti, che ha sviluppato in pittura la propria idea plastica portandola alle estreme conseguenze, oltre la scultura. Marino è stato, piuttosto, un artista-scultore che ha coltivato in tutta autonomia una parallela ricerca pittorica, la stessa che viene qui proposta ai visitatori della mostra.

Nel percorso della pittura di Marino esistono evidenti elementi di vicinanza alla sua scultura: nei soggetti (nudi femminili, cavalieri, giocolieri); e, soprattutto, nello svolgimento in pittura di temi plastici (il rapporto tra masse e superfici, la sospensione delle figure nell’atmosfera, la disarticolazione dei volumi). Ma il suo pensiero pittorico appare del tutto autonomo e originale: non è una semplice derivazione da quello scultoreo.
Nei quadri di figura e nei ritratti dei primi anni Trenta Marino ha dialogato coraggiosamente con la più alta linea dell’anticlassicismo europeo. Nelle gouaches e nelle pitture a olio del secondo dopoguerra ha messo alla prova di una estrema invenzione cromatica la sintesi visiva che sarebbe transitata in scultura negli stessi anni, e con risultati spesso più avanzati di quelli scultorei: l’artista stesso avrebbe affermato che il suo concetto dell’opera partiva dalla pittura poiché quest’ultima consentiva sintesi, varianti, sottolineature, eliminazioni ben più libere di quanto non consentisse la scultura. Nella produzione pittorica che si colloca tra la fine degli anni Cinquanta e lungo tutti gli anni Sessanta Marino ha condotto una riflessione intorno alla forma con esiti di assoluta originalità: convivono in questi quadri, spesso di notevole formato, la naturale eleganza impaginativa dell’artista, cromie aggressive e dissonanti, invenzioni disegnative estreme.

Quest’ultima fase pittorica ha avuto importanti riconoscimenti pubblici coevi (la presenza delle opere pittoriche accanto a quelle scultoree nella mostra retrospettiva di Zurigo del 1962; la prima mostra personale di soli quadri nel 1963) e ha fissato l’immagine di un artista giocoso, spericolato, persino irriverente, capace di liberarsi dalla severità plastica della statua. Un Marino, questo, che va riletto con attenzione specialmente oggi, in un presente segnato dal ritorno della tradizionale tecnica pittorica, e delle sue possibilità espressive, nell’agenda di molti artisti della più stretta contemporaneità.

Testo Fondazione Marino Marini
Foto di Simone Martini

ORARIO DELLA MOSTRA
Invernale (1° ottobre 2025 / 2 giugno 2026)
dal martedì al venerdì 10.00/14.00
sabato, domenica e festivi 10.00/18.00
Natale e Capodanno 16.00/19.00
lunedì chiuso
Estivo (3 giugno / 30 settembre 2026)
dal martedì al venerdì 15.00/19.00
sabato, domenica e festivi
(25 luglio e 15 agosto) – 11.00/19.00
lunedì chiuso
La biglietteria chiude 30 minuti prima.

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