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Pistoia Novecento 1900 – 1945

In veste di curatrice del nuovo allestimento delle sale di Palazzo de’ Rossi, dedicate al Novecento, ci può parlare un po’ dell’idea e dei criteri che ha utilizzato per la scelta degli artisti e delle opere?

Pistoia Novecento 1900-1945 è il titolo del nuovo allestimento della collezione permanente della Fondazione Caript a Palazzo de’ Rossi, una delle quattro sedi di Fondazione Pistoia Musei. Grazie a un comodato con Intesa Sanpaolo, attuale proprietario delle opere d’arte del Novecento pistoiese un tempo collezionate dalla Cassa di Risparmio di Pistoia e Lucchesia, la nuova fondazione museale, riunisce nelle sue sale una delle maggiori collezioni cittadine dedicate a questo periodo.

Questo nuovo allestimento rispecchia dunque la volontà di documentare la situazione artistica a Pistoia nella prima metà del Novecento attraverso alcune delle più significative testimonianze artistiche del periodo.

 

L’idea portante dell’allestimento, curato da me e da Philip Rylands (Direttore Scientifico di Fondazione Pistoia Musei, e Direttore Emerito della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia) è quella di narrare l’avvicendarsi delle varie generazioni artistiche cittadine attraverso i primi quattro decenni del Novecento, cercando parallelamente di restituire a pieno il clima di fermento culturale che contraddistingueva Pistoia già nel primo decennio di questo secolo. L’obiettivo è dunque offrire ai visitatori un’immagine quanto più esaustiva possibile della ‘storia dell’arte’ cittadina nella prima metà del Novecento.

Il racconto, articolato per decenni, si dipana idealmente dall’Autoritratto (1901) di Galileo Chini, nel 1904 giovane decoratore delle sale della sede della Cassa di Risparmio in via Roma, al Ritratto di Sigfrido Bartolini fanciullo eseguito nel 1945 da Umberto Mariotti.

La straordinaria quantità e qualità estetica delle testimonianze artistiche conservate nei due nuclei collezionistici che afferiscono adesso alle sale della Fondazione Pistoia Musei, ha reso il lavoro di selezione estremamente impegnativo seppur entusiasmante. In alcuni casi l’assenza di opere rappresentative di personalità di spicco come quella, per esempio, dello scultore Andrea Lippi, ha reso necessaria l’attivazione di alcuni prestiti da istituzioni cittadine e soggetti privati come, in questo caso, il Liceo Artistico “P. Petrocchi” o la Biblioteca Forteguerriana di Pistoia.

Ne è scaturito un viaggio emozionante attraverso le testimonianze figurative di quello che è il nostro passato appena prossimo: percorrendo le sale possiamo percepire quale slancio di autentica vocazione motivasse le aspirazioni di questi giovani nella volontà di porsi a dialogo con i maggiori centri culturali e le più importanti correnti artistiche del momento alla ricerca di un proprio ruolo di autonomia.

Quali sono gli artisti pistoiesi di questo periodo che, secondo lei, meritano particolare attenzione?

Sono personalità come quelle di Andrea Lippi o di Mario Nannini, o di Francesco Chiappelli, o di Renzo Agostini, o di Pietro Bugiani, di Alberto Caligiani, di Alfiero Cappellini, di Egle Marini o di Corrado Zanzotto – che ha recentemente emozionato Vittorio Sgarbi – per non parlare del più famoso Marino Marini, a rendere consapevoli i visitatori di trovarsi dinanzi a un contesto artistico e culturale di grande spessore. Di questo humus fertile all’arte si resero conto, e da subito, personalità contemporanee di rilievo come Giovanni Costetti, Giovanni Michelucci o Giuseppe Lanza del Vasto che di molti di questi giovani artisti pistoiesi furono strenui sostenitori e  mentori.

All’interno dell’allestimento, che segue un andamento cronologico, sono anche identificabili linee di ricerca specifiche che consentono importanti momenti di riflessione sulla scultura – dalle opere simboliste di Andrea Lippi a quelle degli esordi pistoiesi di Marino Marini negli anni Venti, alla rude plastica dei volti di Zanzotto degli anni Trenta –; sulla pittura – dai  paesaggi futuristi di Buriano di Mario Nannini all’intimo lessico poetico della campagna di Sant’Alessio nei dipinti della generazione attiva tra le due guerre –; sulla grafica – ricordando come nel 1913 a Pistoia si organizzasse, con un certo anticipo di tempi rispetto alla vicina Firenze, la Prima Mostra del Bianco e Nero dedicata alla stampa d’arte, e come una progenie di incisori e xilografi, poi noti in Italia, abbia avuto i natali proprio nella nostra città: Alberto Caligiani, Giovanni Michelucci, Francesco Chiappelli, Achille Lega.

Parallelamente si potrebbero tracciare anche avvincenti percorsi tematici come quello sul ritratto o sul paesaggio.

Pistoia Novecento 1900- 1945 è una mostra davvero interessante, viva e  che si rinnova guardando

al futuro cosa dobbiamo aspettarci?

Fin da subito, interrogandoci su come rendere accattivante questo allestimento permanente della durata di circa un anno, abbiamo pensato di poter arricchire e variare la selezione esposta creando un’alternanza nelle opere in mostra e immaginando che alcune di esse potessero aggiungersi nei mesi seguenti all’inaugurazione. In questo modo, grazie all’alternarsi di alcuni prestiti, l’esposizione diviene dinamica ed offre ai visitatori motivi per una visita ulteriore.

Ecco alcune delle opere che dalla fine dell’estate si avvicenderanno nelle sale: i disegni di Andrea Lippi dalla Biblioteca Forteguerriana; la Natura morta di Alfiero Cappellini, il Ritratto di Adriana Mariotti di Umberto Mariotti, la Donna in giallo di Francesco Chiappelli dal Museo Civico di Pistoia. Da pochi giorni il Ritratto di Angelo Lanza di Marino Marini, proveniente dal Museo del Novecento di Milano, è giunto ad arricchire la selezione delle opere di questo artista concesse in prestito dalla Fondazione Marino Marini di Pistoia: opere determinanti per l’analisi della personalità di questo giovane scultore che, presente a fianco dei concittadini alla Prima Mostra Provinciale d’Arte nel 1928, di lì a poco avrebbe abbandonato la città per succedere a Arturo Martini nella cattedra di scultura all’Accademia di Monza.

Tra le nuove acquisizioni della Fondazione Pistoia Musei si segnala lo stupendo Autoritratto (1931) di Egle Marini, subito appeso nelle sale di Pistoia Novecento 1900-1945 a fianco del Ritratto (1930), collezione Intesa Sanpaolo, eseguito dalla medesima pittrice..

a cura della Redazione

 

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