Ripartire…. in mascherina

Grazie allo Staff della Farmacia Al Battistero di Pistoia, facciamo un po’ di chiarezza su tipologie e uso delle mascherine, che per combattere la pandemia da COVID-19 sono diventate obbligatorie anche solo per uscire di casa.

Il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, precedendo analoghe iniziative governative, ha firmato lunedì 6 aprile u.s. l’ordinanza che le rende obbligatorie, non appena i Comuni avranno ultimato la distribuzione alla cittadinanza di 8 milioni e mezzo di questi dispositivi di protezione. Anche in vista dell’allentamento del lockdown previsto in più step a partire dal 4 Maggio, i dispositivi di protezione individuale e le mascherine chirurgiche ci faranno compagnia ancora per molto, e quindi vale la pena certamente affrontare l’argomento in maniera dettagliata.

L’utilità, l’uso e le normative dietro alle mascherine continuano ad essere una questione controversa e le persone leggono e assorbono continue informazioni in contraddizione alimentando confusione e comportamenti errati. Il tema fondamentale è che attualmente non ce ne sono per tutti (le istituzioni stanno lavorando per aumentarne la produzione giornaliera) e sono molti i distributori che temono di andare in fine scorta ben prima che lo stato di emergenza sia risolto. Tentiamo quindi, insieme di far chiarezza. I coronavirus hanno dimensioni 100-150 nanometri di diametro ovvero sono circa 600 volte più piccoli di un capello. Si trasmettono per via aerea mediante le goccioline delle secrezioni di naso e bocca che vengono emanate durante la normale respirazione (aerosol).

Ci sono le mascherine chirurgiche, pensate per proteggere il paziente dalla contaminazione da parte degli operatori come il medico chirurgo, il dentista, l’infermiere, che sono formate da due o tre strati di tessuto non tessuto o TNT. Di solito lo strato esterno è costituito da un TNT usato nel settore automobilistico e industriale, che ha la funzione di dare resistenza meccanica alla mascherina e proprietà idrofoba, ovvero repellente dell’acqua. Lo strato intermedio è costituito da TNT con funzione filtrante. Un eventuale terzo, è quello a contatto con il viso e protegge la cute dallo strato filtrante. La capacità filtrante di queste mascherine è, verso l’esterno superiore al 95% per i batteri, ma dall’esterno verso chi le indossa, è di circa il 20%, e questo per la scarsa aderenza al volto. Quando sono ben indossate, ovvero quando copriamo naso e bocca, sono molto efficaci nell’impedire a chi le indossa di contagiare altre persone, ma non garantiscono una protezione elevata nei confronti dei virus che vengono dall’esterno, sia perché non aderiscono bene al volto, sia perchè non trattengono le particelle fini generate, ad esempio, dall’aerosol respiratorio.

 

Poi ci sono le maschere filtranti o filtering face piece (FFP)  redistinte sulla capacità filtrante come FFP1, FFP2 e FFP3 (o N95, N99 e N100 nella normativa americana), che nascono per proteggere gli operatori dalla contaminazione esterna e per questo chiamate Dpi (Dispositivi di protezione individuale). Questi sono pensati per un uso industriale, per proteggere da polveri, fumi e nebbie, ma sono usate anche nei reparti di malattie infettive, perché il materiale che li costituisce, ha un’alta capacità di filtraggio dell’aria. Sono realizzati anche questi con Tnt ma hanno proprietà e funzionalità differenti. Lo strato esterno della mascherina protegge dalle particelle di dimensioni più grandi, lo strato intermedio filtra le particelle più piccole, lo strato più interno, ha la doppia funzione di mantenere la forma della maschera e di proteggere dall’umidità.  Tutte aderiscono bene al viso, e tutte sono disponibili in versione con e senza valvola.

FFP1: filtrano almeno l’80% delle particelle che si trovano nell’aria fino a dimensioni di 0,6 micometri e possono essere utilizzate quando la concentrazione di polveri, fumo e aerosol nell’aria respirabile non va oltre 4 volte il valore di aria pulita. Capacità filtrante delle FFP1 senza valvola dall’esterno verso l’operatore e viceversa, è del 72%.

 

FFP2: devono catturare almeno il 94% delle particelle che si trovano nell’aria fino a dimensioni di 0,6 micometri e possono essere utilizzate quando la concentrazione di polveri, fumo e aerosol nell’aria respirabile non va oltre le 10 volte il valore di aria pulita. La loro capacità filtrante in entrambe le direzioni è del 92%. Sono ben tollerate e devono essere cambiate meno di frequente, perché il potere filtrante si mantiene

 

FFP3: devono catturare almeno il 99% delle particelle che si trovano nell’aria fino a dimensioni di 0,6 micometri e possono essere utilizzate quando la concentrazione di polveri, fumo e aerosol nell’aria respirabile non va oltre le 30 volte il valore di aria pulita. Hanno una capacità filtrante verso l’interno ed esterno pari al 98%. Sono le uniche ad avere una piena protezione nei confronti dei virus grazie ai filtri di dimensione più piccola di quella dei virus, ma rendono la respirazione faticosa e devono essere cambiate frequentemente perchè l’umidità del proprio respiro si accumula internamente.

 

Le FFP con valvola consentono un’agevole respirazione, ma proteggono solo chi le indossa e non gli altri, perché attraverso la valvola il respiro esce e non filtrano più del 20%, quindi, poichè le persone infette che le indossano, anche se asintomatiche, potrebbero trasmettere la malattia ad altre persone, non dovrebbero essere mai usate.

Da sapere….

Le mascherine chirurgiche sono monouso e non ci sono procedure, scientificamente validate, per la loro sanificazione. In assenza di una nuova mascherina, si può lasciarla all’aria aperta per almeno 12 ore, meglio se al sole, stando sempre bene attenti a non toccare la parte interna della mascherina, ma consapevoli che l’efficacia non sarà identica a prima, e che quindi è ancora più cruciale mantenere le distanze di sicurezza dalle altre persone.

I filtranti facciali FFP, invece, possono essere riusabili e i trattamenti possibili di rigenerazione sono tre:

1) esposizione a temperatura superiore a 60°C e in ambiente umido come indicato dall’istituto statunitense NIOSH per il SARS-CoV-2;

2) esposizioni ai raggi ultravioletti;

3) trattamento con soluzioni idroalcoliche al 60/70%.

Per essere pratici possiamo dirvi di usare soluzioni spray disinfettanti a base alcolica, il vapore del ferro da stiro, e magari esporre anche al sole. Ma ad onore del vero, sulla validità di questi metodi non vi è accordo scientifico, in ogni caso, piuttosto che non avere protezione sempre meglio riusare ciò che abbiamo a disposizione.

Se non avete accesso a niente di tutto questo, se le mascherine non sono disponibili in farmacia o non potete permettervene l’acquisto, potete utilizzare una mascherina lavabile di cotone, anche fatta in casa, come suggeriscono anche i Centers of Disease Control and Prevention (CDC) statunitensi. In questo caso la mascherina va utilizzata una volta e poi lavata con detergente e acqua calda ad almeno 60°C, ma l’istituto superiore della sanità (ISS) dispone che non si impieghi e sanifichi per più di 4 volte. Ricordatevi però sempre la regola più importante: il distanziamento sociale.

Oggi i prezzi di questi dispositivi sono lievitati molto rispetto al passato, i normali canali di filiera distributiva per la farmacia non sono stati, infatti, in grado di far fronte alle necessità e per questo motivo le farmacie hanno tentato di reperire i dispositivi direttamente dai leader produttori cinesi incontrando grandi difficoltà. Burocrazia, tasse legate all’importazione, norme doganali, rallentamento del traffico aereo e della logistica e soprattutto lo sciacallaggio degli intermediari, hanno creato questo effetto finale di crescita dei prezzi al pubblico. Proprio per ovviare a questo segnaliamo anche l’importante iniziativa governativa per fissare un prezzo calmierato per le mascherine chirurgiche, in modo da consentirne a tutti l’acquisto. Tutta la categoria dei farmacisti sta facendo del proprio per aiutare il Paese e i cittadini contro queste ignobili speculazioni.

Noi crediamo in una buona risoluzione di tutto e siamo con VOI in questo momento di forte difficoltà, ricordandovi che Farmacia Al Battistero esegue consegne domiciliari a tutte le persone impossibilitate allo spostamento e si rende disponibile ad ogni esigenza di consulenza e confronto.

 

#tuttoandrabene

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