Rossella Baldecchi, Ambasciatrice di pace

A parlare per Rossella Baldecchi sono le sue stesse opere, coinvolgenti ritratti femminili che manifestano i sentimenti con cui coglie il fluire della vita, nella sua frequente drammaticità. Un potente messaggio di bellezza spontanea perché naturale dal quale prende vita la forza del riscatto di vite offese, alle quali l’artista offre una possibilità di vittoria, protagoniste di un’emancipazione tardiva ma non silenziosa perché ferma nella volontà di gridare a gran voce il proprio dolore attraverso l’inquietudine di una tela che prende vigore dalle mani di Rossella. All’inizio sono mani di bambina che con passione disegnano d’istinto, per il solo piacere di giocare coi colori. Si affinano poi con le conoscenze tecniche, acquisite all’Istituto Statale d’Arte a Pistoia e poi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, che completa nel 1983. Sono oggi mani che hanno trovato la propria tecnica, quella che ha portato Rossella a essere un’artista apprezzata a livello internazionale e che due amici mentori, Maurizio Tuci e Siliano Simoncini, hanno sostenuto sin dall’inizio nel percorso artistico.

Le opere di Rossella sono quasi sempre coinvolgenti ritratti femminili che manifestano i sentimenti con cui coglie il fluire della vita, nella sua frequente drammaticità

OLTRE LA TECNICA

In realtà, in Rossella c’è molto di più della sola tecnica. C’è la voglia di gridare il proprio desiderio di pace, motivo per cui da sempre collabora con numerose associazioni del territorio, offrendo il suo contributo artistico a numerose iniziative culturali e raccolte fondi.

Un impegno che dal 2015 le viene riconosciuto con l’invito a partecipare all’evento internazionale Human Rights di Rovereto, mostra che accoglie artisti da molti Paesi del mondo, selezionati dal curatore Roberto Ronca fra quelli più impegnati sul tema dei diritti umani e sull’ambiente. È un invito che – come i rintocchi della campana della pace, che annunciano dal Colle di Miravalle la rassegna – suona a Rossella doppiamente gioioso: è infatti rivolto all’artista, per il suo gusto raffinato nel porgere agli occhi del mondo anche il più doloroso dei messaggi, ed è rivolto alla donna che si è fatta carico di cogliere e amplificare il dolore di tante donne in ogni parte del mondo.

Un potente messaggio di bellezza spontanea dal quale prende vita la forza del riscatto di vite offese, alle quali l’artista offre una possibilità di vittoria, protagoniste di un’emancipazione tardiva ma non silenziosa.

VIVA IN GIAPPONE

Fra le tante terre del mondo le è particolarmente caro il Giappone, che l’accoglie per la prima volta nel luglio 2017, alla Gallery T di Tokyo con la personale Italian beauty: è un’esperienza talmente coinvolgente da indurre Rosella a cimentarsi nell’arte dello scrivere, raccontandola nel libro Viva in Giappone. Diario di un viaggio d’arte, in cui regala suggestioni dal gusto antico, come ne regalavano un tempo i resoconti dei Grand Tour.

La seconda esperienza giapponese, nel 2019, è di intensità ancora maggiore perché investe Rossella del ruolo ideale di ambasciatrice di pace: il 5 agosto inaugura a Hiroshima la personale di pittura e grafica Pace sulle tue ali alla galleria Nichiei Mécénat, e il giorno successivo è l’unica artista chiamata a esporre alcune opere nel Parco della Pace di Hiroshima durante le celebrazioni ufficiali che ricordano il 74° anno dal bombardamento atomico sulla città. Davanti all’A Bomb Dome, edificio simbolo del fatidico 6 agosto 1945, e a un pianoforte inspiegabilmente scampato all’atomica, Rossella legge in giapponese il suo messaggio di pace: «Me l’ero fatto tradurre – ricorda – e scrivere come avrei dovuto leggerlo… spero mi abbiano capita, non so. Sorridevano, sono sempre così gentili!»

Oggi Rossella, grazie alle sue opere che sono state esposte in Giappone, Canada e Stati Uniti, è un’artista conosciuta in tutto il mondo e rappresenta un’altra delle eccellenze che la nostra città è stata in grado di esprimere nel tempo in campo artistico e culturale

OPERE DI GENTILEZZA

Una gentilezza che le è propria, e di cui si percepisce la forza se lasciamo parlare le sue opere… in tutte le lingue del mondo: dall’autunno 2019 è coordinatrice per l’Italia di Global Art Project for Peace, organizzazione mondiale con sede a Tucson, in Arizona, guidata da Katherine Josten. Il 27 ottobre 2019, nella Giornata Internazionale della Pace, della Cultura e della Solidarietà è premiata dal Centro Studi Donati di Pistoia per “L’impegno in difesa dei Diritti Umani e per il ruolo di Ambasciatrice di Pace nel mondo”.

Dal 2021 il suo lavoro è rappresentato da gallerie internazionali negli USA e in Canada, e dal giugno 2021 alcune sue opere sono in esposizione permanente a Philadelphia. Anche Amnesty International segue costantemente il suo lavoro ed è intervenuta all’inaugurazione della personale Io e le altre, consolidando con la sua presenza la valenza sociale del messaggio di Rossella.

Anche la sua città ha finalmente capito il valore di questa piccola grande donna, e lo scorso inverno Rossella ha esposto alle Sale Affrescate del Comune di Pistoia, con la personale Rossella, le altre e noi, l’arte figurativa come impegno, che ha messo in mostra tutta l’autorevolezza che le spetta.

Qui abbiamo proposto solo alcune riflessioni, un po’ fuori dalle solite righe ma che consideriamo doveroso rivolgerle: a chi avesse voglia di saperne di più, il suo sito www.rossellabaldecchi.com offre approfondimenti adeguati.

Testo Alessandra Chirimischi

Foto Nicolò Begliomini – archivio Rossella Baldecchi

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