San Jacopo, Pistoia festeggia il santo patrono

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I festeggiamenti Jacopei sono arrivati al giorno più importante, il 25 luglio.

La città di Pistoia si prepara all’appuntamento più sentito dell’anno: la festa di San Jacopo, patrono della città. Nella memoria collettiva e nell’iconografia, San Jacopo è comunemente rappresentato con gli attributi tipici del pellegrino: il bastone, la zucca, il largo cappello, la bisaccia e la conchiglia (una capesanta, simbolo del pellegrinaggio a Compostella che, secondo la tradizione, veniva raccolta sulla spiaggia di Finisterrae).

Per i pistoiesi la data del 25 luglio era il giorno della festa, del riposo, della solenne celebrazione in Cattedrale ma anche il momento del pubblico divertimento dove assistere al palio dei barberi che si correva lungo le strade della città (diventata poi, con modalità diverse l’odierna Giostra dell’Orso) o prendere parte alla chiassosa e pittoresca fiera sul Prato di San Francesco. Nell’occasione della festa, la Cattedrale di San Zeno e la Cappella di San Jacopo erano preparati con ricchi allestimenti di pregiate stoffe, reliquiari e splendidi pezzi di oreficeria. Al temine della Messa, secondo una tradizione in uso dal 1372 al 1777, le autorità, i nobili pistoiesi e quelli forestieri si recavano presso il Palazzo Comunale per godere di una generosa colazione che consisteva in un ricco e prelibato banchetto culinario fatto di galanterie quali vini pregiati, frutta, pane, berlingozzo e trionfi di confettura dorata (confetti), forniti all’Opera dall’antica spezieria del Vescovato o Farmacia dei ferri.

In esterno, di fronte alla Cappella di San Jacopo, era collocata, sopra un altare, una statua lignea di San Jacopo la quale, dalla seconda metà del secolo XIV, il giorno della vigilia e della festa, era coperta da un mantello rosso. La tradizione di coprire San Iacopo con il pastrano rosso, facendolo diventare non solo pellegrino ma anche barone e priore della repubblica medievale pistoiese, è continuata fino all’epoca attuale. Se il significato sotteso al gesto simbolico di mettere il piviale vermiglio sulle spalle di un santo è quello di rimandare alla memoria del suo martirio e della sua santità, a Pistoia tale significato cambia di fronte alla tradizione popolare che vuole dietro quel gesto il ricordo della storia di un San Jacopo come sagace contadino pistoiese, protagonista dell’ironica e gergale novella “Pagar ‘a tanto haldo” di Gherardo Nerucci.

Perchè? E’ una leggenda antica a spiegarci il motivo di questa inusuale, almeno per il periodo climatico, vestizione. «Pago a tutto caldo» diceva San Jacopo ai creditori, e non pagava mai. Piuttosto si faceva trovare nel mese di luglio con un addosso un mantello di lana rosso, dichiarando che «l’estate tardava a venire». Questo perchè, dice la leggenda, prima di darsi alla vita spirituale faceva il sensale di cavalli: cquistava i cavalli al mercato promettendo al venditore di saldare il debito con il sopraggiungere del caldo, allorché si fosse tolto il cappotto
La tradizione popolare volle onorare anche così la capacità del Santo Patrono di convivere con il sacrificio, in questo caso quello di sopportare il solleone con un pastrano di lana pesante addosso.
Nella tradizione popolare, accanto al pubblico divertimento della fiera e del palio, si snoda tutta una serie di usanze culinarie legate ai pranzi in famiglia fatti di berlingozzi e brigidini, uva saiacopa e mele saiacope, maccheroni all’anatra muta con fagiolini serpentini.

Il programma della giornata, che culminerà la sera con la corsa della Giostra dell’Orso, partirà alle 8.45 con la processione dei ceri. Ognuno dei quattro rioni si darà appuntamento presso la propria sede per poi unirsi agli altri in piazzetta Romana. Nello specifico il Rione del Grifone partirà da piazza San Francesco, il Drago da piazza della Resistenza.; per il Leon d’Oro il ritrovo è in piazza San Bartolomeo mentre il Cervo Bianco partirà dal Bastione Ambrogi.

I 200 figuranti in abiti medievali – presenti anche tamburini e sbandieratori della Compagnia dell’Orso – si ritroveranno in piazzetta Romana e dalle 9.30 daranno il via al corteo all’interno della prima e più antica cerchia di mura: via de’ Fabbri, piazza della Sala, via Stracceria, via Roma, via Cavour, piazza Gavinana, via Curtatone e Montanara, via Abbi Pazienza, via del Carmine, piazza Giovanni XXIII, via Pacini, via Palestro, via Cavour, via Roma, con arrivo in piazza Duomo. Le celebrazioni proseguiranno con la Santa Messa nella cattedrale di San Zeno, alle 10.30, presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana e celebrata dal vescovo di Pistoia Fausto Tardelli. A seguire alle 12.30 nella Sala Maggiore del Palazzo Comunale avverrà il sorteggio di cavalli e cavalieri.

Il corteggio storico riprenderà alle 19, quando i rappresentanti dei quattro rioni cittadini – con in testa un cavallo per ogni rione – si ritroveranno in piazza San Francesco ed entreranno in piazza Duomo da Ripa della Comunità alle ore 20.30, per dare inizio alla Giostra a partire dalle 21. Ad assistere alla Giostra sono attesi oltre 3.000 spettatori non solo pistoiesi ma anche di altre città italiane, oltre ai turisti stranieri. Quest’anno 1.000 bandierine con i colori dei quattro rioni, distribuite gratuitamente, animeranno la gara.

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