Dal ghiaccio al ferro

Foto Nicolò Begliomini/NATURART

Ecomuseo Trekking: l’itinerario da Le Piastre a Pontepetri, 10 chilometri suggestivi facili da percorrere.

L ’itinerario, aperto nel 2015, unisce in due ore di cammino due punti dell’Ecomuseo della Montagna Pistoiese, ovvero la Ghiacciaia della Madonnina alle Piastre e il Museo del Ferro a Pontepetri, ed è dotato di segnaletica; segue antichi tracciati viari nel bosco, totalmente al di fuori dal traffico automobilistico; è lungo circa 10 chilometri frazionabili in tappe, sul crinale fra la Valle del Reno e la piana di Pistoia, di facile percorrenza e inaspettate suggestioni: si vedono a occhio nudo Santa Maria Novella e il Campanile di Giotto a Firenze, e dalla parte opposta il massiccio del Corno alle Scale…ma procediamo con ordine.

Dopo esserci adeguatamente attrezzati, scarpe da trekking e bottiglia per l’acqua, da Pistoia arriviamo alle Piastre (con auto privata seguendo la SR 66 direzione Abetone, oppure con mezzo pubblico dalla Stazione FS di Pistoia, Copit Blubus linea 54-San Marcello). Al parcheggio delle Piastre facciamo rifornimento d’acqua: la fontanina è abbellita da un realistico capriolo scolpito in pietra; dal parcheggio si attraversa la strada 66 e fatti pochi metri in direzione San Marcello si giunge alla partenza del nostro percorso Ecomuseo Trekking, segnalato da appositi cartelli.
Seguiamo il sentierino che ci conduce verso la Ghiacciaia della Madonnina. Accanto a noi il fiume Reno, che nasce pochi chilometri più a monte, alle Lari, sopra Prunetta: deriva il suo nome dai Celti, significa “acqua che scorre” come l’omonimo fiume tedesco; qui è ancora quasi un ruscello, ma con i suoi 211,8 km è il decimo fiume italiano per lunghezza. Dopo averlo attraversato tre volte su ponti pedonali in ferro, arriviamo in breve al lago e alla Ghiacciaia della Madonnina, dove fino ai primi decenni del ‘900 in inverno, congelando l’acqua del fiume, si produceva ghiaccio, che veniva poi conservato nella ghiacciaia fino all’estate successiva, per essere venduto a Pistoia, Firenze, Bologna per usi alimentari e sanitari.

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Scorci naturalistici dell’itinerario da Le Piastre a Pontepetri (foto NATURART)

Oltrepassata la Ghiacciaia, un ampio guado ci consente di attraversare il fiume e di salire verso il crinale; arriviamo in cima in 15 minuti, fino a giungere all’intersezione con una larga strada sterrata, “il Tracciolino”: a destra si torna verso Le Piastre, mentre scendendo ripidamente a sinistra (quasi una inversione a U) dopo poche centinaia di metri guadiamo il fiume per raggiungere il laghetto di pesca sportiva “Le vecchie ghiacciaie”, dotato di bar e ristorante, dove possiamo fare uno spuntino e riposare al fresco. I più pigri potranno anche decidere se terminare qui il loro giro, visto che dal laghetto si torna agevolmente sulla SR 66, vicino alla fermata del Copit. Naturalmente noi proseguiamo il cammino, ritorniamo sui nostri passi fino al Tracciolino e questa volta lo imbocchiamo verso sinistra: da qui occorrono 1 ora e 40 minuti per arrivare al paese di Pontepetri; lungo il tragitto si incrocia una deviazione alla nostra destra che porta al piccolo nucleo di Case Geri; più avanti, sempre sulla destra, incrociamo il Castello di Batoni, oggi ridotto a pochi ruderi coperti dalla vegetazione; nel medioevo questo castello era di presidio alla strada che univa il Centro con il Nord d’Italia, la Via Romea Longobarda o Nonantolana; il Castello aveva tale rilevanza strategica che era direttamente sotto la giurisdizione dell’Abate di Nonantola, una enclave modenese nei possedimenti del Vescovo di Pistoia.

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La Ghiacciaia della Madonnina fra Le Piastre e Pontepetri (foto NATURART)

Ancora oltre, sulla destra si apre lo sguardo verso la piana pistoiese, fino a Prato e Firenze: è da qui che nelle giornate limpide si vedono a occhio nudo la cupola del Brunelleschi e il Campanile di Giotto che dominano sugli insediamenti circostanti, come un sicuro e inimitabile punto di riferimento per orientare i pellegrini… Invece alla nostra sinistra si scoprono le vette del Monte Gennaio e del Cornaccio. Superato il bivio per il Mulino (struttura risalente al 1718) si oltrepassa la Castellina (un villino-fortilizio in alto a sinistra) e finalmente si inizia a scendere: dopo 10-12 minuti troviamo a sinistra il bivio che in 1 chilometro conduce alle Panche, antica Osteria sorta sulla viabilità medievale, oggi restaurata e ancora funzionante come osteria e ostello; anche in questo caso possiamo decidere di scendere alle Panche, raggiungibili dopo aver attraversato il Reno su apposito guado, per rifocillarsi e terminare qui il nostro percorso. Oppure proseguire verso Pontepetri, e quindi passare dalla Fontana del Duca, dove vi consigliamo di assaggiare l’acqua, famosa per essere stata apprezzata dal Granduca di Toscana; infine arrivare in paese, dove la segnaletica vi condurrà fino al giardino didattico dell’Ecomuseo: qui sono state ricostruite a grandezza naturale due ruote in legno, da mulino e da ferriera, che azionate dall’acqua mettono in movimento una macina e un maglio. Vicino al giardino è situato il museo del ferro, che raccoglie modellini, attrezzi e filmati sulla storica attività delle ferriere della Montagna Pistoiese, dal XV al XVIII secolo primo polo siderurgico della Toscana Granducale. Per informazioni sugli orari di apertura e prenotazione visite guidate 800974102.
Da Pontepetri il bus Copit linea 54 (fermata a lato del bar) vi riporta alle Piastre per riprendere l’auto, o direttamente a Pistoia.

TESTO

Manuela Geri

FOTO

Nicolò Begliomini

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