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Tiro d’oro

Un Granducato che potrebbe avere vita a se stante, una regione fucina di talenti e di medaglie olimpiche portate a casa con un bilancio da far brillare gli occhi.

I giochi iridati di Rio de Janeiro 2016 hanno consegnato alla Toscana un grande traguardo: finire, da sola, davanti a nazioni con milioni di abitanti. E qui si parla solo di una regione.

Sette medaglie individuali, che salgono a dieci con quelle di squadra: lo stesso numero di trionfi della Svizzera, meglio di Grecia, Argentina, Slovenia, Austria e Belgio, tanto per fare qualche nome. E, fino a pochi giorni prima della conclusione delle Olimpiadi, la Toscana stava facendo meglio anche di Spagna e dei padroni di casa del Brasile.

Un esempio di grande lavoro, abnegazione ed impegno dietro le quinte, che ha portato grandi successi. E molte delle medaglie, praticamente la metà, arrivano dal nostro territorio: Pistoia e Prato.
Marco Innocenti (argento nel tiro a volo-double trap), Rachele Bruni (argento nel nuoto di fondo), Stefano Tempesti (pallanuoto, medaglia di bronzo) e Chiara Tabani (pallanuoto, argento).

E poi c’è il capofila: un giovane terribile che, a 21 anni, ha già fatto meglio del padre Bruno, anche lui olimpionico a Barcellona ’92. Gabriele Rossetti da Ponte Buggianese, medaglia d’oro nella specialità Skeet del tiro a volo.
«Non avevo niente da perdere su quella pedana – afferma il campione olimpico seguito come un’ombra dal babbo Bruno, ct della Francia – e nei due giorni di gara pensavo questo. Mi guardavo indietro e vedevo che, solo un anno prima, la chiamata per Rio era impossibile visto che facevo sempre parte della squadra Juniores e mi sono detto che dovevo soltanto provare a non sbagliare nemmeno un piattello ed alla fine sono arrivato quasi al record del mondo».

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Gabriele Rossetti mentre tenta un tiro; Rossetti sul podio di Rio.

Un successo che non ha cambiato Gabriele che si allena nella quiete del “Tiro a Volo Montecatini Terme”: aperta campagna, lo skyline di Montecatini Alto sullo sfondo e polvere da sparo che fugge via nell’aria come farfalle.

«Nel primo mese post-vittoria non ho nemmeno realizzato quello che mi è successo – ci racconta Gabriele Rossetti con la sua medaglia d’oro al collo mentre lo scrutiamo allenarsi – e solo quando mi rivedo in tv capisco cosa ho combinato. Non consideravo questa gara diversa dalle altre: per me era un obiettivo stagionale, l’ho preparato duramente per essere al top della condizione in quei giorni ed alla fine è arrivato il grande risultato».
Per Rossetti adesso la stagione è finita, è tempo di meritato relax ma sempre con i piedi per terra.

«Per me essere campione olimpico non cambia niente – dice Rossetti – perché fra 4 anni arriverà un nuovo appuntamento a cinque cerchi e voglio esserci: certo, vincere l’oro a 21 anni è un grande traguardo. Diciamo che ho già preso la candelina, adesso ho una carriera intera per costruirmi la miglior torta possibile».
Le altre medaglie toscane della spedizione di Rio portano la firma di Niccolò Campriani (doppio oro nella carabina), Gabriele Detti che ha piazzato la doppietta di bronzo nel nuoto ed infine Simone Buti, argento con la Nazionale maschile di volley. Sport considerati ingiustamente “minori” che salgono alla ribalta ogni quattro anni e poi finiscono nel dimenticatoio.

«Tutto questo deve cambiare – conclude il suo pensiero Gabriele Rossetti – la Toscana, per quanto riguarda il tiro a volo, esporta i propri prodotti in tutto il mondo ma in Italia per i prossimi tre anni non si sentirà parlare di questa disciplina. Non lo trovo giusto perché comunque servono investimenti per poi provare a migliorarsi ulteriormente».

Anche nella quiete del TAV Montecatini, il secondo in Italia per numero di piattelli sparati all’anno, si vuole cambiare la storia dello sport. E Gabriele Rossetti ha tutte le carte in regola per farlo.

TESTO
Saverio Melegari

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