Realizzato da Fondazione Pistoia Musei sotto la direzione di Monica Preti e con la curatela di Cristina Taddei, questo progetto rappresenta uno degli interventi culturali più significativi degli ultimi anni per la città, ampliando l’offerta museale grazie alla rinnovata fruibilità degli spazi ipogei. Questa inaugurazione costituisce un ulteriore capitolo nel recupero dell’edificio medievale, un luogo che ha accompagnato la storia millenaria di Pistoia intrecciando epoche e comunità diverse attraverso il suo
ricco patrimonio di opere e memorie storiche.
Il primo impianto espositivo dell’antica residenza vescovile risale al 1981, quando la Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia completato il restauro, destinò una parte del palazzo a sede museale.
Fin da subito il museo si propose come un luogo pionieristico di ricerca e sperimentazione a livello nazionale: gli scavi archeologici condotti da un gruppo di giovani studiosi diretti da Guido Vannini, insieme al restauro guidato dall’ingegner Natale Rauty, permisero infatti di creare un allestimento innovativo, tra i primi in Italia a presentare reperti antichi, medievali e moderni direttamente nel loro contesto di rinvenimento, offrendo al pubblico una lettura diretta della stratificazione storica del sito. Tra le scoperte più rilevanti vi fu il riconoscimento di un antico asse viario, utilizzato per secoli, sul quale nell’XI secolo venne poi costruito il palazzo. La narrazione delle trasformazioni di questa strada accompagna ancora oggi il visitatore grazie a un apparato di testi, immagini e paesaggi sonori e visivi
che ripropongono in chiave moderna le felici intuizioni di quel primo allestimento.

Il viaggio nella storia inizia nella nuova Sala Introduttiva, concepita come un vero e proprio prologo
multimediale in cui un tavolo interattivo illustra le vicende del palazzo e delle sue collezioni. La sala
ospita anche due opere emblematiche: un’urna etrusca volterrana del II secolo a.C., riutilizzata nel Medioevo come reliquiario di san Felice nella Cattedrale, e una testa ritratto romana di Faustina Maggiore rinvenuta a Ostia. Subito dopo, il percorso conduce alle uniche testimonianze di epoca etrusca rinvenute in città: una stele e due cippi funerari del VI-V secolo a.C. appartenenti alle celebri “pietre fiesolane”, esposti insieme per la prima volta. Proseguendo, ci si ferma alla base dell’antica torre dell’episcopio per osservare un pozzo d’acqua di epoca longobarda e un nucleo di ceramiche coeve; in questo punto un ambiente sonoro immersivo ricrea l’atmosfera della Pistoia longobarda, quando la città era sede di una zecca in cui si coniava il tremisse d’oro con il nome di Flavia Pisturia.
Scendendo quindi negli spazi sotterranei del percorso, le aree di scavo a vista, definite “testimoni di
scavo”, mostrano invece i resti della strada acciottolata di età imperiale romana ricostruita per secoli fino all’edificazione del palazzo. Ai lati di questo asse viario si affacciavano luoghi di lavoro, orti e abitazioni, e poi, in epoca medievale, ancora edifici, il pozzo, il cimitero della cattedrale. Da questa complessa stratificazione provengono frammenti di oggetti che testimoniano la vita della città e una fitta rete di scambi con il Mediterraneo.

Proseguendo il percorso, i reperti medievali documentano le fasi della costruzione del palazzo e le sue
successive trasformazioni. Insieme alle stoviglie e agli oggetti d’uso quotidiano come monete e pedine da gioco, emergono frammenti di vetro e ceramiche di pregio, come il raro bicchiere di Edvige di origine siro-palestinese. Il percorso ipogeo si conclude davanti a una suggestiva fornace medievale per la produzione della calce, usata per la costruzione del palazzo, e dove forse furono calcinati anche marmi della città antica. Tutta l’esperienza sotterranea è arricchita dal progetto multimediale Pistoia Moving Stories, realizzato con NANOF, che offre la possibilità di approfondire i contenuti del percorso attraverso paesaggi sonori immersivi, realizzati da Marco Bianchi Bandinelli, ricostruzioni 3D e realtà aumentata, insieme a narrazioni in modalità scrollytelling su tablet disponibili gratuitamente per i
visitatori.
Usciti dal sottosuolo, i visitatori possono proseguire l’itinerario ai piani superiori del palazzo, ammirando ambienti storici come la sagrestia di San Jacopo o la cappella di San Nicola e capolavori eccezionali come l’Arazzo millefiori, le tempere murali di Giovanni Boldini, le tele di Giacinto Gimignani e i dipinti del Seicento fiorentino della Collezione Bigongiari.

Il nuovo percorso archeologico – queste le parole di Monica Preti, Direttrice Generale di Fondazione Pistoia Musei ETS – restituisce alla città uno spazio di straordinaria importanza storica, frutto di anni di ricerche, restauri e approfondimenti scientifici. Le stratigrafie, i reperti – tra cui materiali etruschi di reimpiego – e i paesaggi sonori e visivi che accompagnano la visita permettono di leggere con chiarezza l’evoluzione del sito, dal primo impianto romano fino alla nascita dell’antico palazzo vescovile.
L’integrazione con strumenti digitali avanzati – modelli 3D, narrazioni interattive, realtà aumentata – non è un semplice supporto tecnologico, ma un modo per rendere più comprensibile e accessibile la complessità della storia. Il nostro obiettivo è offrire un’esperienza che unisca rigore scientifico e capacità di coinvolgimento, affinché questo luogo diventi un punto di riferimento per la
ricerca e un invito a riscoprire le radici plurali di Pistoia.
Testo a cura della Redazione
Foto Ela Bialkowska Okno Studio
GIORNI E ORARI DI APERTURA
1° aprile-31 ottobre: dal mercoledì alla domenica dalle 10 alle 19
1° novembre-31 marzo: dal mercoledì alla domenica dalle 10 alle 18
Sono programmate visite guidate e attività per le famiglie e per le scuole
www.pistoiamusei.it/attivita/




