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GEAn Economy Gree (and) Agricolture

Grazie all’impegno di Fondazione Caript e all’esperienza trentennale del Centro Sperimentale per il Vivaismo (Ce. Spe.Vi) nasce GEA, il nuovo centro di ricerca con sede a Pistoia, nell’area compresa tra lo svincolo autostradale e l’Ospedale San Jacopo, che occupa una superficie di circa 26 ettari, di cui la metà destinati a collezioni di piante ornamentali, con oltre 3.000 esemplari appartenenti a più di 700 diverse specie GEA è l’acronimo di Green Economy (and) Agriculture e proprio per questo il progetto vuole essere un ponte tra tradizione e sperimentazione, tra innovazione e sviluppo sostenibile.

I suoi obiettivi sono lo sviluppo della ricerca scientifica e dell’imprenditoria, con particolare riferimento ai settori dell’agricoltura sostenibile, dell’energia rinnovabile, dell’economia circolare e, naturalmente, del benessere dei cittadini. Per capire meglio il progetto e le sue finalità, incontriamo l’Ingegner Giovanni Palchetti, Presidente Gea e Vice Presidente della Fondazione Caript.

 

Come nasce per la Fondazione Caript l’idea GEA?

GEA nasce da una profonda trasformazione del Centro Sperimentale per il Vivaismo, costituito dalla Camera di Commercio circa quarant’anni fa con una visione innovativa e intelligente per l’epoca, ma che aveva ormai esaurito ogni spinta propulsiva. A seguito dell’acquisto integrale del Centro da parte della Fondazione, è stata avviata una riflessione, non breve e non facile, sulle ipotesi di un futuro sostenibile per il nostro territorio ed in particolare sulla realizzabilità, in questo luogo così particolare, di un’infrastruttura in grado di contribuire all’innovazione culturale ed economica locale.

 

Sabato 8 giugno GEA sì è presentata con un Open Day caratterizzato da visite guidate alle collezioni botaniche, incontri su temi naturalistici e scientiftci, attività per bambini, musica e mercatino di prodotti alimentari a chilometro zero. Come hanno risposto il pubblico e la città?

La partecipazione è stata ampia, visto che sono state registrate circa mille presenze in due giorni di apertura. A mio avviso, l’aspetto di maggior rilievo è stata la sorpresa di molti pistoiesi nello scoprire l’esistenza di un parco di queste dimensioni e di questa qualità all’interno del territorio urbano. Infatti l’area era conosciuta quasi soltanto dagli operatori del mondo vivaistico. Dopo l’open day molti cittadini ed associazioni ci hanno chiesto di poter venire a GEA, per vedere le collezioni vegetali, per realizzarvi iniziative nella natura  o anche solo per passeggiare nel parco. Anche le istituzioni hanno partecipato alla presentazione della nuova società e ci hanno fatto sentire il loro interesse per le sue prospettive.

 

La città indubbiamente da questo progetto si aspetta molto sotto tutti i punti vista. Quali sono le attività che Gea intende perseguire?

Stiamo esplorando tre linee di attività potenziali, tutte da realizzare in collaborazione con importanti realtà presenti nel nostro territorio. La prima è quella di promuovere un Parco Scientifico che stimoli la ricerca applicata nei settori dell’agricoltura eco-compatibile, dell’energia rinnovabile, dell’economia circolare e del benessere psico- fisico delle persone. La seconda è quella di costituire un centro per l’Alta Formazione nei settori connessi allo sviluppo sostenibile, in base agli obiettivi individuati dalle Nazioni Unite nell’Agenda 2030. La terza azione riguarda il progetto di un parco territoriale, comprendente, oltre a GEA, anche le limitrofe aree dell’Ospedale e del Comune, nonché i percorsi arginali lungo l’Ombrone. Si tratta di tre linee di lavoro assai ambiziose e di cui stiamo iniziando a verificare la praticabilità, anche grazie al contributo del nostro prestigioso Comitato Scientifico.

L’area si trova in un luogo strategico e quindi molto importante, che può diventare una vera e propria “porta verde di Pistoia”. Quali sono gli obiettivi e le prospettive di sviluppo a breve e medio periodo di questo progetto?

Come accennavo prima, Pistoia ha tutte le potenzialità per costituire il più grande parco dell’area metropolitana Firenze-Prato- Pistoia. Oltretutto sarebbe un parco vicinissimo all’abitato, che sanerebbe, almeno in parte, gli effetti dell’errata ubicazione del nuovo ospedale. Sarà fondamentale disporre, oltre che della volontà dei proprietari direttamente interessati (Comune, ASL, Regione e Fondazione), anche della partecipazione attiva dei cittadini. Bisogna che i pistoiesi condividano questa visione del futuro ed esigano un progetto di alto livello per la riqualificazione e la crescita sostenibile del territorio.

Gea potrebbe rappresentare il progetto che ftnalmente riesce a mettere allo stesso tavolo istituzioni pubbliche e privati per lavorare con l’obiettivo di avere ftnalmente una visione comune delle potenzialità della nostra città in questo campo?

Devo dire che, fin dai primi contatti, ho avvertito negli interlocutori locali, pubblici e privati, la consapevolezza che è necessario un cambio di passo. Del resto sono evidenti gli effetti devastanti della crisi economica che ha investito molti settori produttivi e commerciali del nostro territorio, aggravata dalle sempre più limitate disponibilità d’investimento pubblico. Anche i settori che hanno retto meglio a questa trasformazione epocale si trovano di fronte a sfide nuove e impegnative, basti pensare al vivaismo ed ai suoi rapporti con l’ambiente. Il fatto che GEA sia una società al 100% della Fondazione Cassa di Risparmio rende credibili le sue proposte, perché è nota a tutti la capacità e la determinazione della Fondazione nel perseguire i propri obiettivi a servizio del territorio pistoiese.

Sono previste attività di educazione ambientale in collaborazione con le scuole pistoiesi?

Certamente. Del resto, già il Cespevi aveva una lunga tradizione di collaborazione con gli istituti scolastici pistoiesi, oltre che con le università toscane. La nostra area, con sue le collezioni vegetali, le serre, la centrale meteorologica, i laboratori, la sala convegni e altro, costituisce un luogo ideale per approfondimenti e ricerche. Dall’inizio del nuovo anno scolastico daremo ampia disponibilità agli insegnanti che vorranno riportarvi i propri studenti. Però, accanto a questa ripresa di collaborazione con le scuole, cercheremo di offrire diverse attività di educazione e informazione nei settori connessi allo sviluppo sostenibile. Dobbiamo diffondere la consapevolezza che avremo un futuro accettabile solo rispettando, in qualsiasi nostra azione, le risorse ambientali e quindi dobbiamo predisporre un’offerta formativa qualificata rivolta anche ai cittadini, alle aziende ed a tutti gli enti che hanno necessità di crescere in questi settori.

Testo Lorenzo Baldi

Foto Nicolò Begliomini – Lorenzo Marianeschi

 

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