STILE DI VITA AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

Una riflessione a 360 gradi su questo periodo caratterizzato dall’emergenza sanitaria legata alla pandemia da Covid-19, da parte del Dott. Guido Marini, gastroenterologo che collabora con la Farmacia Al Battistero di Pistoia.

Nei primi giorni del lockdown l’atmosfera al mattino al risveglio era surreale. Alle otto mi recavo in studio a piedi, strade deserte con un inquietante silenzio, sala di attesa vuota con accesso limitato a casi urgenti, tutto era cambiato in un giorno!
Rientrando a casa dopo aver fatto studio in un ambiente surreale la mia nipotina di 4 anni mi domandava se potevamo uscire a giocare un pò mostrandomi fiera la sua mascherina che le avrebbe consentito la “libera uscita”.
Pian piano abbiamo iniziato a capire un pò di più riguardo a questo “alieno” che modificava le nostre vite come quando dopo una tempesta nel mare le acque si placano, la sabbia lentamente torna sul fondo e le cose ci appaiono più chiare.
Leggendo la mattina dell’ 11 maggio 2020 “Quotidiano Sanità” mi sono imbattuto in un articolo che conferma le mie convinzioni e quelle del gruppo dei Medici di Medicina di Segnale(AMPAS) riguardo a molte previsioni e conseguenti decisioni che sono state prese in questi mesi e di cui vi riporto alcuni passi: Il gruppo più forte, che da anni domina il campo dei modelli matematici applicati ad epidemie, è quello dell’Imperial College di Londra. I suoi modelli sono stati sempre tra i più perfezionati, i più pubblicati ma, soprattutto, i più ascoltati da politici e decision makers di tutto il mondo. Eppure finora di previsioni ne hanno sbagliate parecchie…comprese quelle sul Covid. In nessuna altra epidemia della storia degli ultimi cinquant’anni, v’è stata una tale produzione di modelli matematici sull’epidemia. Una vera e propria “epidemia” nell’epidemia. Epidemiologi, fisici, economisti, assicuratori, matematici di ogni tipo: una vera folla, anche se, finora, pochissimi hanno visto i loro risultati pubblicati su riviste scientifiche. Indiscutibilmente il gruppo più forte, che da anni domina il campo dei modelli matematici applicati ad epidemie, è stato quello dell’Imperial College di Londra. I suoi modelli sono stati sempre tra i più perfezionati, i più pubblicati ma, soprattutto, i più ascoltati da politici e decision makers di tutto il mondo. Principe incontrastato è stato il prof. Neil Ferguson a capo di una formidabile squadra di modellisti. Anche il nostro Paese ha avuto il “dono” di Ferguson di un modello per l’Italia trasmesso informalmente al Consiglio Superiore di Sanità alla fine di febbraio di quest’anno tramite il collega Paolo Vineis, vice presidente del Consiglio e suo unico Epidemiologo. Il modello prevedeva nel nostro Paese oltre mezzo milione di morti per Covid-19 se non fosse preso alcun provvedimento e “soltanto” 283 mila decessi applicando, come di fatto è stato fatto, il più rigido Lock Down. Lo stesso modello stimava, in presenza di lockdown, fino a 30mila decessi in una settimana di picco con altrettanti ricoveri in terapia intensiva. Fortunatamente questi numeri non sono stati raggiunti. Di fatto siamo a circa un decimo delle stime dell’Imperial. Analogamente le stime dell’Imperial per il Regno Unito e gli USA erano, nello scenario migliore, circa dieci volte quello che è stato osservato. Per il nostro paese le assunzioni su cui si è basato il modello Imperial, si sono rivelate inesatte in parecchi punti, i più eclatanti dei quali sono stati l’assunzione che i bambini trasmettessero l’infezione come gli adulti e la non considerazione della grandissima differenza di pattern epidemiologico tra Lombardia, altro Nord ed il resto dell’Italia. Tre epidemie diverse con incidenza e mortalità totalmente  differente.
Certo il track record dei modelli di Ferguson negli ultimi dieci anni non lo onora.
Dai 150 mila morti previsti per la malattia del piede e della bocca dei bovini (Foot and Mounth Disease) ai 200 realmente avvenuti nel 2002 in Inghilterra, nello stesso anno, nello stesso Paese Ferguson aveva allertato il governo sull’arrivo di 50mila decessi per “mucca Pazza” BSE, con 177 avvenuti realmente.


Non migliori le previsioni per l’epidemia di influenza aviaria del 2005 ove i modelli Imperial prevedevano fino a 150 mila morti nel solo Regno unito a fronte di 282 registrati nel Mondo.
Non dissimile la pandemia di influenza Suina del 2009: la ministra della salute britannica dell’epoca, nell’agosto di quell’anno, annunciò la mobilitazione dell’esercito per la preparazione di fosse comuni capaci di ospitare i 65 mila cadaveri: i morti veri furono 457.
Inoltre, in tutto il mondo, il tema salute diventa il tema politico dominante perché riguarda tutti i cittadini, il senso di comunità del singolo non arriva a concepire un equilibrio tra salute e disastro sociale ed economico.
I modelli matematici offrono un formidabile contributo all’“Intelligence”: anzi, vediamo come questi modelli siano oggi così popolari anche tra politici e decision maker , coloro che qualche decennio fa li snobbavano quali astruse magie matematiche.
In queste settimane abbiamo conosciuto e ascoltato una moltitudine di esperti, virologi, immunologi, laboratoristi, clinici direttori sanitari e tanti altri: purtroppo nei curricula di tanti speakers, oggi opinion leaders, non appare esperienza di epidemiologia di campo. Quanti di questi scienziati milanesi o romani, si sono cimentati con epidemie vere nel loro passato?
Certo l’“Intelligence” include l’incertezza , i rischi, gli effetti collaterali, quindi l’assunzione di
responsabilità pesanti.
Per questo quanto più ricca sia l’Intelligence meglio sono le scelte appropriate, se l’intelligence è
scarsa resta tutto lo spazio ai freddi dati dei modelli matematici.
Detto questo sta di fatto che dobbiamo gestire una terribile crisi che ci costringerà a rivedere molte vecchie convinzioni ed affrontare una grave crisi economica aggravata da molti lutti.
Oggi sembra che i decessi per altre patologie che non siano legati al COVID19 non contino(deceduti per infarto triplicati).
Esistevano altre alternative al lockdown totale?
A questa domanda ad ora non ci può essere risposta ma il tempo ce lo dirà!
Quello che mi domando è perché non sia stato fatto un dibattito democratico anziché decidere
unilateralmente scegliendo la via del blocco totale e del panico valutando anche altre alternative.
Abbiamo assistito alla lotta agli untori come chi andava a correre da solo nl bosco od in una spiaggia come se il Manzoni non ci avesse ampiamente spiegato sui rischi legati alla ricerca di un capro espiatorio cercando di scaricare la colpa a fattori esterni.
Con il senno del poi vediamo i macroscopici errori fatti nelle prime fasi ma ora dobbiamo essere propositivi e cercare di prepararci ad una possibile anche se non auspicabile piccola ripresa dei contagi in autunno.
Come medico e vicepresidente dell’AMPAS ( Medici di Medicina di Segnale) propongo una serie di suggerimenti per rinforzare il nostro sistema immunitario e quindi farci trovare preparati ad un possibile ritorno del virus.
Dobbiamo prenderci un po’ di responsabilità individuale e modificare alcune abitudini ed in primo luogo la nostra dieta intesa come stile di vita.
Partiamo dal cibo che quotidianamente usiamo evitanto farine, zuccheri raffinati, conservanti, additivi, emulsionanti, grassi idrogenati… che sono presenti in quasi tutti i cibi industriali preferendo prodotti biologici o a km. 0 e così facendo ridurremo l’uso dei pesticidi con conseguente riduzione dell’inquinamento ambientale.
Usando cibi che la natura ha fatto per noi rinforzeremo il nostro sistema immunitario che per l’80% si trova a livello intestinale e che, grazie al nostro microbiota intestinale (insieme di batteri, virus e funghi), può essere attivato in maniera corretta o scorretta dandoci o meno protezione rispetto alle infezioni batteriche, virali e fungine.
Il nostro microbiota, purtoppo, se usiamo cibi industriali, poveri di fibre, contaminati da antibiotici perde le sue capacità protettive.
Non possiamo pensare che la soluzione del problema venga solo dai farmaci poiché è la risposta interna antivirale nel nostro caso quella efficace cioè quella di un copro sano con un sistema immunitario integro che può vincere la malattia e fra i consigli dati da molti esperti sui media raramente ho visto parlare di alimentarsi correttamente specialmente in un periodo come questo mentre ho visto filmati televisivi di scaffali di supermercati vuoti nei reparti di farine raffinate, lieviti, biscotti, bevande gassate dolcificate, merendine, cioccolate spalmabili …
Ho visto che le tabaccherie non sono mai state chiuse non considerando i danni del fumo sui polmoni e magari prendendo spunto da questa epidemia per arginare il tabagismo facendo riflettere che se ci fossero meni fumatori e meno città inquinate da PM10 e PM2,5, più persone che mangiano biologico senza pesticidi, meno persone imbottite di farmaci inutili … il virus avrebbe trovato maggiore difficoltà a diffondersi fra la popolazione.
Incentivare una sana attività motoria all’aria aperta che oltre ad agire positivamente sul nostro tono dell’umore e sul benessere osteo-muscolare ancora una volta influenza il nostro microbiota intestinale in modo a noi favorevole.
Non ultimo gestire lo stato del nostro umore perché ormai evidenze scientifiche affermano senza ombra di dubbio che lo stato del nostro umore tramite l’asse intestino cervello decide pesantemente sula possibilità di ammalarsi o meno.
Questa epidemia ci può essere utile se capiremo i messaggi che ci sono arrivati: non possiamo affidarci soltanto ai farmaci ma dobbiamo capire che l’unica via percorribile è il rafforzamento della nostra salute e del sistema immunitario attuando una vera prevenzione primaria aiutandoci anche con integratori mirati per rafforzare il nostro terreno.
Il mondo non sarà più lo stesso dopo il COVD19 e noi dobbiamo farci trovare preparati per evitare futuri danni maggiori degli attuali.
Ripensiamo ad alcuni dati siamo il 4 paese al modo per obesità infantile (dato UNICF 2019), siamo la patria dell’industria dolciaria(diabete, sovrappeso, ipertensione, patologie cardio vascolari tutti fattori di comorbidità che hanno caratterizzato i decessi da Coronavirus).
Dobbiamo agire su questi fattori da subito per non perdere il treno di questa opportunità per evitare fra qualche mese di versare lacrime di coccodrillo.
Quando gli esperti o le società scientifiche fanno affermazioni noi come Medici di Segnale chiediamo che dichiarino prima i loro eventuali conflitti di interesse altrimenti nulla cambierà e diverremo tutti malati cronici riempiti di farmaci che spesso sopprimono i sintomi ma che non curano.
Non dobbiamo più accettare i diktat delle lobbies dolciarie che impediscono una corretta informazione scientifica sui danni da zucchero e sale nei cibi!
Non dobbiamo più usare in prima battuta farmaci soppressivi di quei sintomi che il nostro corpo ci dà per avvertirci che qualche cosa va cambiata nel nostro stile di vita.
Evitiamo di divenire schiavi di questi condizionamenti ed auguriamoci che alla fine di questa crisi possiamo avere persone migliori, arti mediche nuove, città più pulite.
Se riusciremo in questo avremo trasformato questa crisi in una opportunità per avere un futuro migliore così da dare un senso anche a tutti coloro che hanno perso la vita in questo periodo.

Dott. Guido Marini

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