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Sulle vie dei canti

È nato da un paio di mesi, e già vuole crescere, il settimo itinerario dell’Ecomuseo, che si aggiunge ai sei ormai conosciuti (ghiaccio, ferro, vita quotidiana, arte sacra, natura, pietra): un itinerario molto particolare, perché non si snoda alla scoperta di ghiacciaie, ferriere, carbonaie, elementi naturali e permanenze tangibili e concrete: ci conduce in un mondo immateriale, fatto di beni  culturali labili, che rischiano di scomparire per sempre con l’inevitabile ricambio delle generazioni: parliamo delle tradizioni orali, e nel nostro itinerario specifico, della canzone popolare.

L’Ecomuseo da tempo disponeva di un ricco corpus di documenti sonori, frutto di indagini condotte nell’area della Montagna Pistoiese dalla metà degli anni ’50 del 1900 fino ai primi anni 2000: si presentava quindi la inderogabile necessità di salvaguardare e restituire alla comunità questo importante patrimonio immateriale. L’Ecomuseo ha quindi elaborato e portato a termine il progetto “Sulle vie dei canti. In tour sulla Montagna Pistoiese tra passato e presente” (ottenendo finanziamenti dal GAL Montagnappennino e dalla Fondazione Caript) progetto che si proponeva di riordinare e catalogare tutto il materiale sonoro disponibile, riversarlo in formato digitale, trascrivere su partitura i canti più originali ed arrangiare sei di essi per una loro riproposizione didattica; infine trasferire la banca dati su un sito internet appositamente implementato, di libera consultazione per tutti gli interessati, etnomusicologi ma anche semplici appassionati e gli stessi residenti.


Il riordino ha richiesto quasi due anni di lavoro, condotto da Visage Music che si è avvalsa di specialisti del settore, con la supervisione scientifica di Maurizio Agamennone, professore ordinario di Etnomusicologia dell’Università di Firenze; agli obiettivi iniziali si è aggiunta anche l’idea di caricare buona parte dei documenti sonori su piattaforme digitali universalmente conosciute e accedute da musicisti e operatori del settore da tutto il mondo, come Spotify, Youtube ecc. in modo da promuovere la raccolta anche tramite questi canali di informazione. Finalmente, dopo un periodo di “rodaggio”, tutto il progetto è stato concluso ed ha raggiunto gli obiettivi prefissati: è stato presentato sabato 25 febbraio 2023 a Campotizzoro, nella sala del Consorzio Motore, così affollata che non poche persone hanno dovuto accontentarsi di seguire l’evento dall’esterno. Fra i presenti anche Francesco Guccini, emozionato quando ha potuto riascoltare dal sito internet la voce della nonna Amabilia che intonava alcune delle ballate più famose e più antiche della raccolta, come “la pesca dell’anello”.

Ad oggi l’archivio presenta 852 documenti sonori, in larga maggioranza canti ma anche diversi brani strumentali, molti dei quali di ottima qualità esecutiva, che attingono a repertori oggi in parte sconosciuti. Gli informatori che hanno cantato e suonato sono oltre 140, residenti in tutti i comuni della Montagna Pistoiese, oltre a qualche comune limitrofo (Barga, Granaglione, Porretta Terme, Vergato). Davvero interessante anche la tipologia dei canti catalogati: molto presenti le “ballate”, oltre 100 qui catalogate, con le varianti, che stanno a testimoniare una origine davvero remota della cultura musicale locale: gli studiosi, a partire da Costantino Nigra (“Canti popolari del Piemonte” 1888) fino a Roberto Leydi, pietra miliare dell’etnomusicologia del secondo Novecento, passando per il filologo e letterato sambucano Michele Barbi) concordano nel far risalire la nascita e la diffusione delle ballate in Italia attorno al 1300.
Per scoprire tutta la ricchezza dell’archivio si consiglia la consultazione diretta del sito, che consente ricerche incrociate, selezionando varie chiavi di interesse.
Potrete conoscere canti per bambini, canti di lavoro o di protesta, serenate, stornelli, ecc. L’archivio sonoro dell’Ecomuseo è solo all’inizio, si propone come laboratorio di etnomusicologia, piattaforma didattica per le scuole e università, archivio aperto a nuove acquisizioni ed alla valorizzazione discografica del patrimonio dei canti popolari.
Ascoltare la viva voce degli informatori è una esperienza immersiva, di vite vissute, di intonazioni musicali e parole oggi quasi dimenticate, di argomenti, luoghi e oggetti legati alla cultura materiale di un’epoca: un vero viaggio nel tempo.

Per accedere all’archivio sonoro https://sulleviedeicanti.ecomuseopt.it

Testo Manuela Geri per Ecomuseo della montagna pistoiese

Foto Archivio Ecomuseo della Montagna Pistoiese, Maurizio Pini

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